mercoledì 2 novembre 2016

Dicevano, una volta.

1 novembre 2016

È passata molta acqua sotto i ponti, ho aspettato per 10 anni ormai che mi passasse davanti il cadavere del mio nemico e invece, ogni giorno, lo vedo riflesso nello specchio.
Una tegola.
Un auto.
Un virus.
Un'allergia.
Sarebbe bastato.
Ma no.
Devo morire dall'interno, sgretolarmi pezzo per pezzo, implodere in un buco nero della mia anima.
Non sono sbagliata, ma non sono giusta in questo mondo.
Rimpiango la scelta che ho fatto, per ciò che sto passando, per ciò che mi sento dire, per il motivo per cui l'ho fatta.
Ho scelto per gli altri, per aiutare gli altri, ma gli altri chi? I pezzi di sterco che mi calpestano, che mi deridono, che mi scansano, che mi feriscono? Per questi? Ma che vadano a morire, che infieriscano sui loro mediocri simili, che marciscano nella loro stessa schifezza di cui sono fatti.
Io non sono nulla per loro, loro non sono nulla per me.
Loro non esistono, non hanno diritti su di me.
Vi lascerò annegare, vi lascerò soffocare, vi lascerò soffrire, vi lascerò  soli, come voi avete lasciato me.
Dicevano fossi buona.
Dicevano, una volta.

Laetitia Nemesis

lunedì 22 febbraio 2016

Questione di cospirazione

"E quando desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio."
Paulo Coelho - L'alchimista

La prima volta che lessi questa frase probabilmente fu sfogliando svogliatamente le pagine di internet (forse facebook?) e appena la vidi ne fui colpita. Tuttavia, vuoi per la mia vena pessimista con cui guardo alla vita, vuoi perché me la sono ritrovata messa lì davanti senza un contesto, la interpretai in modo errato. Il verbo cospirare mi ha tratto in inganno facendomi pensare subito al suo uso più utilizzato di cospirare contro qualcuno o qualcosa, cosicché intendessi che l'Universo, questo mostro gigantesco demoniaco, si adoperava in ogni modo per mettere i bastoni tra le ruote, ergere muri di cemento, scavare fossati intorno all'oggetto dei desideri di un povero tapino mortale, come me. Voi direte: "Sciocchina, allora l'affinché che ci sta a fare?". Me lo domandai, in effetti, ma furbescamente, per il mio quieto vivere, non mi diedi una risposta.
Anni dopo lessi L'alchimista, un libro che considero una fonte di perle di saggezza inestimabili, e mi imbattei nuovamente in questa frase, stavolta inserita in un contesto, in una storia, in un senso. Fui folgorata. Non avevo capito niente: tutto ciò che vedevo nero era diventato bianco. L'affinché ora aveva un senso e anche evidente! Cercai nel vocabolario l'origine del mio errore di interpretazione e scoprii che cospirare non voleva soltanto dire "concorrere ai danni di qualcuno"*, ma anche, e semplicemente "unirsi per conseguire uno scopo comune"* senza accezioni positive o negative. Ecco allora che l'Universo diventò un gigante buono, un amico che accorre con tutto se stesso per aiutare quel povero tapino mortale. Restò comunque un ma: il mio scetticismo. Non ho mai creduto in tutto ciò, probabilmente perché nove volte su dieci (quasi) niente andava per il verso giusto e quindi altro che cospirazione, congiura!
Oggi, miracolo, devo ricredermi. Ciò che sta accadendo non possono essere solo coincidenze, la ruota della fortuna non può aver girato improvvisamente verso di me. No, non può essere vero.
1. La prima occasione di poter vedere un parto l'ho vinta con un "pari e dispari": non si è mai visto!
2. Oggi passo l'esame di sociologia sapendo due terzi del programma: il paio di articoli su cui verteva la verifica scritta e l'interrogazione non li ho visti neanche in cartolina, eppure parlo, straparlo, ma il 18 me lo porto a casa, al contrario di una mia compagna (non è possibile che io abbia saputo "intortare" un professore meglio di altri!).
Non c'è due senza tre, o forse il tre c'è già stato anche con tutti gli esami della scorsa laurea che mi hanno convalidato e quelle baggianate che ho scritto nell'esame scorso, o ancora un bilancio di tirocinio al momento abbastanza positivo (sto temendo come un topolino a pensare questa ultima questione).
Insomma, l'ostetricia è il mio sogno, il mio desiderio più grande degli ultimi dieci (?) anni e rendermi conto che tutto gira a mio favore mi lascia esterrefatta: l'Universo sta proprio cospirando affinché lo realizzi.
Coelho ha sempre avuto perfettamente ragione.

Laetitia