lunedì 30 settembre 2013

Ogni fine è un inizio

L'estate è finita.
Settembre è finito.
Il tempo libero è finito.
Anche noi siamo finiti.
Tutto è terminato.
E ora tutto è riniziato.

Laetitia

sabato 28 settembre 2013

Tanti Casanova, tutti maghi

A quanto pare siamo tutti dei maghi. Senza esserne consapevoli possediamo un grande potere: sparire dalla vita degli altri in silenzio, senza colpi di scena, come la neve di primavera: ti svegli all'alba, la vedi mentre ti affacci alla finestra e mezz'ora più tardi, dopo esserti opportunamente vestita per affrontare eventuali scivoloni, essa è già scomparsa.
Abbiamo tutti paura all'inizio, quando vogliamo conoscere colui che ci sembra una brava persona, un simpatico conoscente, un probabile buon amico, il potenziale compagno delle serate piovose, l'anello mancante che darà un senso alla catena di risvegli di cui si compone la nostra vita. Sì, abbiamo paura di quale impressione daremo di noi stesse, se saremo abbastanza carine per i suoi gusti, abbastanza intelligenti da renderci più interessanti delle galline di tutti i giorni, abbastanza stupide per fare conversazioni nonsense al bisogno,  abbastanza stronze da stimolarlo intellettualmente (in questo caso l'intelligenza non serve, piuttosto il menefreghismo. Vedi Falli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze), abbastanza noi stesse per non prenderci in giro già al primo incontro. Non si sa come, ma incredibilmente riusciamo a presentarci, scambiare due parole che fanno colpo e a ottenere anche la possibilità di risentirsi in seguito. Fantastico! Chi ben comincia è a metà dell'opera, pensa la ragazza per bene. Infatti nel giro di pochi giorni ecco che lui si fa vivo e combina un nuovo incontro. E' tutto molto carino, affascinante, gentile, simpatico, disponibile, rispettoso, interessato, in vena di complimenti, in vena di scambi di idee. Sembra tutto pefetto e tu pensi che sta andando tutto bene, che il peggio è passato. Sbagliato. Hai semplicemente superato l'esame del "Sei sufficientemente bona perché io provi dell'interesse nel guardarti il culo una seconda volta". Già, ma tu sei convinta che gli piaci non solo per le tue stratosferiche curve, bensì anche perché tu non sei come tutte le altre, sei un essere pensante dotata di cervello ancora attivo. Per questo gli concedi dopo un altro paio di appuntamenti il bacio che lui tanto attendeva dal primo, dai facciamo secondo, incontro. E intanto il tuo cuore comincia a galoppare di pari passo con la fantasia (d'ora in avanti il tuo cervello ha deciso di prendersi una pausa per evitarsi tutte le menate sentimentali che quell'imbecille di un muscolo comincia a pomparti nella testa, quindi la fantasia è tutto ciò che ti rimane e che pare mantenere un senso logico). Così si arriva anche a cedere alla passione, sempre con le migliori intenzioni e non per gioco. Ora sei al settimo cielo, il mondo è in pace con te stessa, cosa che non ricordi sia mai successa, e ti crogioli in questo brodo di giuggiole. Non passa molto tempo ma hai già voglia di rivederlo, tuttavia non lo chiami perché temi di passare per una stalker. Ti trattieni e più ti freni e più la voglia sale. Poi lui chiama. La pace ritorna e il ciclo ricomincia e continua così per qualche settimana.
Poi qualcosa che non sei tu, cambia e lui tace. I giorni passano, all'inizio il suo silenzio è un frastuono dentro la tua testa, insopportabile, da farti impazzire, poi tu cominci a giustificarlo, poi ti incazzi come una bestia, poi inizi a dimenticarlo ed infine quello stesso silenzio finalmente tace.
Ecco, la magia è riuscita: lui è sparito.
Dopo aver condiviso momenti che se ci ripensi... no, ti vergogni già al solo pensiero, tutto finisce così, in un'assenza. E ti puoi arrabbiare, puoi tentare di rincorrerlo perdendo la poca dignità che ti resta dopo esserti resa conto di essere stata bellamente presa in giro, puoi insultarlo e vendicarti, ma il risultato rimane lo stesso: tu, lui e il silenzio, la mancanza, il vuoto, la distanza, la scomparsa, nel mezzo.
Siamo tutti dei maghi inconsapevoli. Tutti sappiamo sparire.

Laetitia

mercoledì 25 settembre 2013

Le brave ragazze vanno in paradiso (dopo una vita d'inferno), le cattive dappertutto (paradiso terrestre compreso)

Perché mi hanno cresciuta facendomi credere che in questo mondo con le buone si ottiene tutto?
Essere buone, gentili, disponibili, generose, rispettose non porta affatto lontano, non porta ai tuoi obiettivi, non porta riconoscenza, non porta gratitudine, non porta gioia. Il prossimo è un ladro: un ladro della tua bontà, delle tue parole dolci, dei tuoi gesti amorevoli, delle tue piccole attenzioni. Più doni senza riserve e più ti ritrovi tra le mani, bene che ti vada, il nulla, ma di gran lunga più facilmente, soltanto amarezza, delusione e un gran senso di vuoto. Un vuoto che ogni giorno si fa più profondo, più oscuro, più pesante da portare, che ti scava dentro sempre più a fondo e ti risucchia e ti scuote come un vortice di melma appiccicosa. Ti senti stupida, manipolata, sfruttata, proprio nel momento in cui mostravi il tuo lato più tenero. E nell'immediato rimani attonita, incapace di capire cosa sia successo, incapace di risponderti alla semplice domanda "Perché?", incapace di renderti conto di come abbiano fatto ad approfittarsi di te. Poi è il tempo della rabbia, del rancore, del desiderio di una dolce vendetta servita su un piatto non troppo freddo. In quel momento ti riprometti che mai più permetterai a chicchessia di prendersi gioco di te né che mai concederai ancora sulla fiducia la tua benevolenza. In realtà è questione di ore, forse giorni, poi tutto passa. La rabbia, il rancore, le promesse. Tabula rasa, si ricomincia daccapo: io do e tu prendi e prendi e prendi. Mi chiedo se un giorno finirò la mia bontà e, se sì allora cosa rimarrà in cuor mio? Nulla? O diverrò arida, acida, rancorosa, sprezzante verso chiunque?
E pensare che basterebbe lasciare da parte un poco, se non tutto, il proprio interesse per poter vivere tutti un'esistenza migliore. Io dovrei imparare a concedere piaceri a piccole dosi e voi dovreste scoprire l'amore e lo scambio reciproco, gli unici capaci di arricchirci in abbondanza e saziarci davvero perché essi sono il nutrimento dell'anima. Dovremmo pensare alla nostra vita come ad un grande giardino di cui ciascuno possiede un piccolo angolo. Per essere felici è giusto prendersi cura delle proprie piante, dei propri fiori e del proprio prato, allontanando gli insetti, annaffiando i vasi e concimando il terreno. E sarà normale che uno sia più fortunato e abbia una terra più fertile di un altro, quindi che la sua erba sia più verde di quella del vicino. Tuttavia ciò non dà il diritto a quest'ultimo di rovinare tale orto per renderlo meno bello come il suo. Tantomeno il fortunato dovrà andarsene in giro vantandosi di un dono che non è dipeso dalle sue capacità (il terreno era più fertile già prima che egli cominciasse a coltivarlo). Se ciascuno mettesse a disposizione di tutti le proprie conoscenze, la propria esperienza, il proprio talento, non solo l'intero giardino diventerebbe più rigoglioso, ma anche gli stessi singoli orti ne gioverebbero. Ecco allora che, se ognuno fosse anche solo un briciolo più generoso, altruista e buono verso il suo vicino e ogni volta reciprocamente ci si donasse un po' di più gli uni agli altri, tutti avrebbero la possibilità di godere della felicità, della pace e della serenità.
Nessuno di noi ha una natura cattiva immutabile: chiunque conosce il bene e il male e sa discernere l'uno dall'altro. Il modo in cui si comporta è il risultato di una scelta, la scelta se è più importante lo splendore del singolo orto o del grande giardino. I più saggi e lungimiranti scelgono il tutto piuttosto che la parte perché sanno che saranno premiati a loro volta e la ricompensa sarà doppia. Gli stolti miopi guarderanno se stessi e a lungo andare condanneranno a morte le piante di tutti, comprese le loro, perché nessuno alla fin fine basta a se stesso, e se intorno a sè avrà fatto terra bruciata, nessuno sarà in grado di aiutarlo.

Laetitia

sabato 14 settembre 2013

Basta poco

Basta poco perché ti doni un sorriso,
Un gesto, una parola, uno sguardo al mio viso.
Basta poco per mandarmi in paranoia,
Il tuo silenzio ad esempio prosciuga la mia gioia.
Quando mi sento tra anfore d'oro un vaso di coccio,
ecco, uno arriva e dice "amore, sei un fiore in boccio."
Voglio un cuore che mi pompi il sangue nelle vene,
Che il vento soffi in poppa e rigonfi le mie vele.
Potrebbe esser la volta buona, ieri ho imparato la lezione
Ora mi basterebbe una seconda occasione,
Ma certo... no! anche oggi non sono nella giusta posizione.
Mi basta poco per ricominciare a credere
E per un attimo smettere di cadere.
Non mi serve un amico in più.
Mi basteresti tu.

Laetitia

martedì 10 settembre 2013

Ansia pre-esame

Non sapendo più a quale santo votarmi perché mi assista domani, sfogo la mia ansia pre-esame rivisitando una canzone:

" E domani a regalare la mia vita ai quiz bastardi,
   Stasera so già che non posso andare a letto tardi!
   E ancora...
   Io odio a morte 'sta nottata tutta insonne!
   E odio a morte che domani sarò in ansia!
   Odio 'sti professori:
   "Ai banchi, tutti ai lati,
   Non copiate o sarete di certo bocciati!" "

Laetitia

lunedì 9 settembre 2013

A volte

A volte la vita restituisce ciò che hai donato.
Di solito, continua a prendere senza neanche chiedere.

Laetitia

domenica 8 settembre 2013

venerdì 6 settembre 2013

Fatti un favore

"Mai discutere con un bugiardo, ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza."
Versione rivisitata di una frase che lessi tempo fa. Ora più che mai te la devi ripetere in testa, tatuare su tutto il corpo, appendere sul muro di ogni stanza.
Non ci cascare ti prego, fatti questo favore.
Ah, e smettila di scusarti!

Laetitia

giovedì 5 settembre 2013

A.D.D.I.O.

Ancora non dimentico e ripenso a quel momento
Distesi, noi due, a perdere il senso del tempo.
Davanti solo il presente,
Istante fuggente, che tutto promette e mantiene un bel niente.
O forse è stato tutto uno sbaglio
Magari era un sogno e tu un abbaglio.
In testa il mio mondo continua a girare
Ruota in una sola direzione senza frenare.
K.O. per te sono destinata sempre a finire
Ok, poi mi rialzo, ma perché ancora ti voglio risentire?

Laetitia

Rivederti è un po' riviverti

05/09/2013

Rivederti è un po' riviverti.
Perché per me non è finita.
No.
Non ancora.
Te ne sei andato.
Ritorni.
Vattene.
Addio.
Ti prego resta.
Mi fai sorridere.
Sì, ancora.
Perché?
Per favore lasciami.
Ma mi manchi.
E non ci sei.
Non più.
Di nuovo.
Per sempre.

Laetitia

I vecchi (tempi) con le palle

Dunque dunque dunque... è ora che scriva anche di questo, così poi mi sono liberata di quel pranzo che quel gentiluomo non mi ha fatto mangiare ma che mi ha provocato continui rigurgiti di bile.
Cari miei signori dal "donna, fatti in là che ci penso io", dove avete lasciato le vostre palle e contropalle?
Spiegatemi perché dovete illudere e pigliare per idiota il gentil sesso che purtroppo ancora vi vede migliori di quel che siete?
Ammetto che molte volte mi lamento con me stessa (sono una gran rompipalle) del fatto che voi non riusciate a contenere i vostri ormoni, stalloni scalpitanti, e avete una voglia irresistibile di esternare i vostri pensieri impuri quando una bella donzelletta che non viene dalla campagna vi passa sotto i vostri occhioni (che si diventa ciechi a fare certe cose è proprio una gran fandonia...), ma il motivo non è che non mi piaccia venire a conoscenza di tali pensieri, anzi tutt'altro, è una dose di autostima gratis (ragazze non venitemi a raccontare che sono una sfigata se ho bisogno di sentirmi dire ognitanto che sono bella, anche se da uno sconosciuto, perché voi bramate i complimenti tanto quanto me. Altrimenti non andreste dall'estetista a farvi ricostruire le unghie e dal parrucchiere per farvi appena tagliare le doppie punte. Per inciso, vi chiedo un favore, fatevi una volta nella vita un taglio corto, almeno le tizie al negozio non si stupiscono sempre e non mi dicono che non se la sentono di tagliarmi i capelli corti). Tornando alla questione, il problema, uomini cercatori della bella figa, è la vostra età. Allora, a 40, 45, abbondiamo toh...46 anni posso ancora capire che crediate di avere una lontana, ma pur sempre una, possibilità che possiate incantare con il vostro affascinante capello brizzolato la suddetta donzelletta, nonostante possa essere vostra figlia se siete stati un po' precoci, ma ditemi, a 60 suonati lo pensate ancora possibile?? Non vorrei essere la crudele di turno che infrange i vostri specchi di cristallo e vi riveli la realtà quale essa sia veramente, però non posso trattenermi. Devo dirlo: le uniche ragazze accessibili al vostro strumento un po' datato, seppur mantenuto accuratamente oliato e lucidato ogni giorno, sono quelle che in un solo giorno vi chiederanno il vostro nome, vi diranno di essersi innamorate follemente fin dal primo secondo, vi sposeranno e poi vi avveleneranno per spillarvi quella pensione che loro non otterranno mai, considerati i tempi che corrono. E poi i vostri amici si stupiscono del brutto epilogo della vostra vita che sembrava appena ricominciata. Prendete atto che il tempo passa, si cresce, si invecchia e che c'è il tempo per ogni cosa e per ogni tipo di persona: le bambine sono per i bambini, le ragazzine per i ragazzini, le donne solo per uomini con il cervello nel cranio e le signore, che come il vino dopo un po' diventano aceto, per il rimbambito a cui decidono a loro rischio e pericolo di fare da crocerossine/infermiere. Non facciamo miscugli che tanto alla fine non piacciono a nessuno.
Tutta questa manfrina è per arrivare a dire che, a conti fatti, i vecchi hanno le palle più dure dei loro nipoti quando si parla di esprimere la propria passione per le curve ad alti livelli di adrenalina. Voi giovanotti siete diventati timidi, con poca originalità e soprattutto non vi mostrate sulla piazza così come siete, ma vi inventate personalità che non vi appartengono affatto. Ne sono stata testimone io stessa e ho ricevuto conferme esterne. Vediamo un paio di evidenze a sostegno della mia impressione:
- L'uomo non è più cacciatore, ma una preda. Scena tipo: è una serata estiva, siamo in un locale all'aperto, fa caldo e la luna piena risplende, ma nessuno l'ha notata perché siamo tutti intenti a squadrarci l'un l'altro. Lei, bellissima, in abitino super sexy che mostra l'abbronzatura appena ottenuta da una settimana sotto il sole cocente dell'una in spiaggia, è davanti al bancone del bar e si sta sorseggiando un cosmo lanciando occhiate ai dintorni per assicurarsi che nessun rompitacchi sia nei paraggi. Lui siede ad un tavolo poco lontano, sfoggiando fiero la sua tenuta contenitiva della panza. Ad ogni modo i due incrociano i loro sguardi e subito c'è intesa. Lei abbassa gli occhi per scoprire se un secondo dopo Lui la sta ancora guardando. Sì, allora è fatta: si piacciono. Bene. E quindi? Quindi niente, Lui si limita a sorriderle e scambiare battute con i suoi amici continuando a fissarla. Se non fosse per Lei che si allontana dal bancone e gli va incontro, gli chiede se c'è un posto libero al loro tavolo per una nuova amica e magari intenta anche qualche incontro del quarto tipo, a fine serata lo sguardo sarebbe stato l'unica cosa che quei due si sono scambiati.
- Questa volta il nostro Lui è più intraprendente, prende coraggio e si appropinqua alla sua potenziale compagna di serata. Lei è tra le amiche che se la sta sballando, completamente intenta a muovere il fondoschiena a tempo di musica. Ora sorge il problema di come avvicinarsi proprio a Lei. Meglio prenderla alla larga: chiede ad una delle amiche di ballare. Bene, ora è nel gruppo. Lei lancia uno sguardo alla coppia e sorride. Anche Lui sorride. Lui pensa "Ecco mi ha notato!" L'amica intanto è entusiasta... no ma dico, è stata invitata da quel figo da paura, non può lasciarsi sfuggire l'occasione e quindi attacca bottone. A fine serata si scambiano i contatti di facebook, si promettono di organizzare un'altra serata danzante tutti insieme. Prontamente la mattina dopo l'amicizia sul social network è già stata inviata ed accettata da entrambi e ovviamente non può mancare un messaggino di Lui. L'amica vede la notifica: sì sì, questa volta ha proprio fatto colpo! Apre il messaggio e comincia a leggere. Scrive la risposta un po' in agitazione. Prontamente Lui continua la conversazione, ricorda alcuni momenti della serata, le fa i complimenti per come ballava bene, quindi va al sodo della questione che gli sta a cuore. La bocca di lei si apre di stupore, gli occhi si assottigliano per meglio distinguere le lettere. Non crede a ciò che vede:  "Senti...ma...la tua amica bruna (Lei) di ieri sera non ha facebook vero? non l'ho vista tra i tuoi amici...mi chiedevo se magari mi davi il suo numero così magari ci faccio due chiacchiere su whatsapp..."
Ora, questa scena fa più pena di un bambino a cui è caduta la palla di gelato dal cono. Scusami signorino timidone, ma se era Lei che ti interessava fin dal principio perché diamine non sei andato a presentarti direttamente da lei invece di illudere una poveraccia, di farle perder tempo e farle venire qualche capello bianco dall'ansia? Caspita, ci vuole più faccia tosta a organizzare tutta sta messa in scena che chiedere un cavolo di numero all'interessata! Credevi forse che in questo modo avresti avuto più probabilità di ottenere quel numero? Mi sa che hai sbagliato i conti, una donna non rivela mai agli estranei le informazioni personali di un'amica, è questione di fedeltà femminile.
- Siamo già ad un passo successivo: dopo tanta fatica per mettere in piedi una conversazione che avesse un briciolo di senso, Lui riesce a strappare un appuntamento alla bella di turno. Si va in un locale tranquillo, dove si possa riprendere il filo del discorso lasciato in sospeso senza doversi urlare nelle orecchie e l'atmosfera non è troppo sofisticata nè da bettola. Quindi Lei e Lui sono seduti l'uno di fronte all'altra e cominciano il discorso: cosa mi piace, cosa ti piace, cosa detestiamo, i nostri piatti preferiti, i nostri studi alle superiori/università. Fin qui tutto facile, ma poi arriva la domanda che fa spavento: i tuoi hobby? Qui comincia lo show. Pensieri di Lui: se le dico che mi piace fare un cazzo dalla mattina alla sera, mi prende per uno senza interessi; se le rivelo che gli unici libri che ho in casa sono sotto il mio letto e per il 90% fatti di immagini, mi prende per il morto di figa quale effettivamente sono, se le dicessi che la discoteca è il mio unico luogo di incontro con gli esseri umani forse penserebbe che tutto ciò che mi interessa è limonare con una ragazza, che non importa che sia bella, tanto al buio non la vedo. Tutto ciò che posso fare per avere una possibilità di portare a casa questo incontro con un bell'epilogo è affermare tutto il contrario di quello che sono e dirle quello che Lei vorrebbe sentire.
Lei non è scema e mette termine a quell'appuntamento giusto entro il tempo di far squaqliare un gelato d'estate.

Momento di sconforto: viviamo in una società dove i modi per comunicare con i propri simili sono infiniti e i giovani che dovrebbero essere i più avvantaggiati sembrano piuttosto aver perduto completamente la capacità di parlarsi apertamente.
Messaggio subliminale del post: ragazzi, ricominciate a dire quel che pensate, pensare quel che dite, fare quel che dite e pensate e non abbiate paura di essere ciò che siete, ché per ora la donna non è ancora cannibale...al massimo vi pesta un piede se le rovinate l'acconciatura, ma niente morsi di fronte alla sincerità.

Ho finito per oggi.

Laetitia

domenica 1 settembre 2013

Orme antiche

La via qual percorro da ore e giorni
A me par affatto ignota e solitaria,
Sol nebbia nei dintorni,
Un inferno gelido senz'aria.
Mi siedo e guardo verso il cielo:
Ora è livido, oscuro,
Specchio dell'animo mio, sicuro.
Un lampo l'orizzonte squarcia:
Quello è la mia torcia,
Quello solo illumina l'incerto mio destino.
Ora riprendo il cammino,
Indugiar non è saggio,
Ma ecco che di lontano vedo un faggio.
Ai suoi piedi giace un uomo, è pensieroso,
E, vedendomi, si alza e mi squadra altezzoso:
"Ragazza mia, che ti piglia?
Non essere sorpresa di quel che la mente ol cuore ti bisbiglia.
I tuoi passi seguon orme antiche,
Già molti visi vidi passar per queste ortiche."
Rimasi basita, allibita.
Quella era la mia vita!
"Non credo che mai altri abbian provato quel che sento,
È troppo forte il mio sentimento!
È struggente,
Straziante,
Travolgente,
Irresistibile,
Così pateticamente amabile.
Non è possibile.
Tu menti!"
"Ahimè magari! io stesso ci passai.
La fine di questa dolce amara follia
Non posso dirti quanto lontana sia,
Ma di questo, certa resta:
Il sole torna sempre dopo una tempesta."

Laetitia