venerdì 22 novembre 2013

Cercasi occhiali per vedere il mondo

A coloro che oggigiorno si stupiscono dell'esistenza di baby squillo o peggio le credono vittime dei loro clienti dico che forse dovrebbero chiedere all'oculista di controllar loro la vista perché non vedono bene il mondo in cui vivono. In secondo luogo dovrebbero provare a farsi un giro sui vari social network, facebook in primis: non potranno negare che un fatto del genere fosse del tutto prevedibile. Quando vedi tredicenni, quattordicenni o sedicenni, non cambia, che si vantano con le loro compagne di scuola di avere ben 500 amici (a 16 anni sono già diventati 1000 e passa) a confronto dei loro 100 (probabilmente più veri e incontrati di persona almeno qualche volta nella vita) e che si ritraggono nelle foto profilo in pose provocanti, ipertruccate con le tipiche duckface, vestite solo con una canotta per mettere in mostra i loro accenni di forme (di cui già vanno orgogliose neanche avessero una quarta), allora non puoi pensare altro che tra qualche anno (se sei fortunato, perché potrebbe essere anche solo qualche mese) quelle ragazzine potranno essere diventate solo due tipi di persone: troie o fighe di legno, come diranno gli stessi ragazzi che ora ci sbavano dietro.
Loro sanno benissimo quello che fanno, perché hanno capito esattamente qual è la migliore merce di scambio che troverà sempre, ripeto sempre, un compratore disposto a pagarne il prezzo, anche salato, e quindi loro stesse lo vogliono, lo cercano, lo bramano. Nessuna vittima innocente.
Al massimo figlie legittime di questa società dal finto perbenismo che di notte le cerca e di giorno le arresta.

Laetitia

Auguri

Ti auguro una Beatrice, una di quelle che quando ti passa davanti ti fa girare la testa, ma che non ti degna nemmeno di uno sguardo, nè tantomeno ti ricambia il saluto.

Ti auguro una Laura, una di quelle bellissime, con il corpo perfetto, le soppracciglia perfette, il colore degli occhi perfetto, proprio come piace a te, una che consapevolmente ti faccia innamorare alla follia, ma che alla fine non te la dia.

Infine ti auguro una Lesbia, una di quelle che oggi ti dice ti amo, sei l'unico uomo che voglio al mio fianco e che tutti gli altri giorni passeggi per strada mano nella mano con uno diverso e lo baci davanti a te per poi dirti "Non era un bacio quello, gli stavo solo facendo un favore controllandogli l'alito." E ti auguro di crederle pure.

E con questo la pianto qui.
Ciao bello.

Laetitia

giovedì 21 novembre 2013

E nessuno saprà mai che è ciò che vuoi.

Vuoi mostrarmi la tua ombra
Vuoi strisciare un po' qui, qui con me
Vuoi dirmi chi sei
Vuoi dirmi che vizio hai.

Dai, morbido è il frutto, sai
la tua tentazione ormai è nel mio regno.
Dai, sono il nome dei tuoi guai
Nessuno saprà mai, solo per noi.

Vuoi, sbucciare la tua colpa
Vuoi, strisciare un po' ancora qui con me
Vuoi, gridare chi sei
Vuoi, sibilare che vizio hai

Sai, la virtù porta rimpianti e sai
Che non si dissetano mai
I suoi fantasmi insonni

Dai, morbido è il frutto e sai
la tua tentazione ormai è nel mio regno.
Dai, tocca il nome dei tuoi guai
Nessuno saprà mai, solo per noi.

Dai, mordi il seno dei tuoi guai
E nessuno saprà mai
Che è ciò che vuoi.

(Serpente - Subsonica)

lunedì 4 novembre 2013

Un insetto indeciso che si ribalta durante l'attesa di diventare la scelta

"So che pesa l'attesa, ma devi attendere"
(Articolo 31 - Con le buone)

Benvenuti nel momento sfogo. Smontiamo la corazza della ragazza forte che non ha paura di niente e lasciamo che la pelle nuda, candida, vellutata, sensibile si mostri in tutta la sua angelica delicatezza a questo mondo infernale.
Parliamo di te. E di me. Di un noi mai esistito in cui ho creduto troppo a lungo e della cui perdita ora sono indecisa se affliggermi o rallegrarmi.
Sì, perché è questo il punto.
Se penso a te, letteralmente a te, mi manchi. Mi manca il modo in cui mi hai fatto sentire.
Non posso dire altro perché altro non mi hai permesso di vivere insieme a te, tuttavia per me, quel modo era tanto.
Ancora è tanto.
E quelle emozioni, quel rimescolio nello stomaco, quell'ansia dolce e tormentosa, quell'insonnia della notte prima di rivederti, quella leggerezza dell'animo dopo che le tue braccia mi cedevano di nuovo alla mia vita di routine. Se solo tu potessi capire quello che sto scrivendo invece di ridere sotto ai baffi e pensare a quanto sono stupida!
Sì, sono stupida. Stupida per aver provato tutto questo per te. Te che non hai pensato due volte a tradire la tua fidanzata (no, non sono io se ve lo state chiedendo). Per quanto potesse essere solo l'inizio, o una situazione problematica, o tu semplicemente confuso, niente ti dà il diritto di baciare un'altra persona (questa sono io, ovviamente). Non è un comportamento leale nè nei confronti di tale ragazza nè tantomeno della tua fidanzata. Come fai a non sentire vergogna? Io stessa, che in fondo non ho nessun legame affettivo con quella signorina e non ho niente da perdere, quando mi fermo a pensare a cosa ho fatto provo un senso di colpa. Io che ho sempre sostenuto che se l'uomo è tanto meschino da tradire, almeno la donna per solidarietà femminile dovrebbe rifiutarsi di fare la parte dell'amante, proprio io me, ho indossato quei panni sporchi. Chiedo scusa. A mia difesa, seppur di poco conto perché non l'ho mai respinto, dico che da quando sospettai io non l'ho più cercato.
Giunti a questo epilogo, quindi, direi che forse perderti è stata una piccola fortuna.
Razionalmente e intelligentemente lo è. Emozionalmente parlando, è tutta un'altra storia.
Ad ogni modo, cercando di uscire da tale questione vorrei addentrami in altra più generale ad essa comunque legata. Ciò che mi rende amara la bocca in questi giorni è prendere coscienza che ciò che mi duole di più di tutta 'sta faccenda è il fatto di non essere stata io la scelta.
Egocentrismo a palla.
Assolutamente sì.
Il mio problema è proprio questo, signori, il ritrovarmi a non essere mai la scelta. E' la mia vicina, la prossima che mi passa di fianco, quella che mi ha preceduto. Non io.
Leggo ovunque "siate la scelta, non l'alternativa", ma nessuno spiega mai come essere la scelta, o almeno perché si è l'alternativa. Mi sento tanto come una di quegli insetti che per divertimento il bambino fa ribaltare sul dorso e così questi comincia forsennatamente a dimenare le zampette, a distendere le ali come un disperato nel tentativo di rimettersi in piedi, ma non ce la fa. Ecco, io mi spremo le meningi per capire cosa non vada bene in me e come migliorarmi, e ci provo ad aprire quel portone che mi sta aspettando dopo la porta che si è appena chiusa e che forse era solo una finta porta. Probabilmente al solito sto sbagliando. Non c'è niente da migliorare, non c'è nulla da capire, non c'è nessuna chiave da usare perché non c'è alcuna serratura da aprire. Come mi disse una cara amica, forse quel portone si aprirà proprio nel momento in cui smetterò di forzarlo.
E già.
Mo' mi siedo e attendo.
...
...
Mi sa che ci vediamo tra un secolo o due. E senza buone nuove.

 Laetitia

sabato 2 novembre 2013

Sono solo tre parole, che sarà mai?

Non sopporto chi afferma che "i fatti sono tutto ciò che conta, il resto sono solo parole."
Vorrei chiedere a costoro perché allora la gente se la prende tanto quando le do della testa di cazzo.

Laetitia