sabato 8 dicembre 2018

Vorrei non averti mai incontrato.

Vorrei non averti mai incontrato.
Ora non dovrei cercare di dimenticarti.
Non cercherei i tuoi occhi sorridenti in quelli altrui. 
Non cercherei la tua personalità, il tuo umorismo, la tua intelligenza in ogni uomo che incontro.
Non vorrei pendere dalle tue labbra ancora e ancora per ascoltare i tuoi guai.
Non saprei come ci si sente perfettamente a proprio agio, senza maschere e senza veli. 
Non vorrei sentirmi ancora addosso le tue mani e il tuo abbraccio. 
Non vorrei risentire la tua voce rivolta a me.
Non starei in attesa di un tuo messaggio che probabilmente non arriverà mai.
Non mi mancheresti. 
E invece ti ho incontrato e mi manca tutto di te.
Sì, ti ho idealizzato. 
Sì, incontrerò un giorno qualcun altro che mi farà battere il cuore di nuovo.
Sì, tutto passerà.
Ma intanto... 

Laetitia Nemesis

domenica 2 dicembre 2018

L'ingenua di sempre.

E tu volevi non metterci il cuore? 
Tu pensavi di poter attraversare tutto senza essere sfiorata? 
Oh sì, sei l'ingenua di sempre.
Volevi colmare un vuoto con altro vuoto. E ora?
E ora senti che proprio quel vuoto ti sta risucchiando.
Accetta quel vuoto, guardalo fino in fondo, toccalo e lascialo stare. Il tempo lo riempirà della tua vita, del tuo futuro, del caso e del tuo destino.
Molla la presa, lascia andare quella corda che nasconde un cappio sulla cima. 
Renditi libera da te stessa. Affrancati anche da loro. Costoro dopo essersi presi un pezzo dopo l'altro di te, non lasceranno nulla, nemmeno un abbraccio sentito. E il calore che ti sembrerà aver percepito era soltanto una folata di vento del sud.
Scegli te stessa. 
Ama te stessa. 

Laetitia Nemesis

domenica 25 novembre 2018

E certo!

E certo! Come poteva essere diverso.
Cosa non va in me? 
Sono antipatica? No. 
Sono noiosa? No. 
Sono troppo seria? No. 
Sono troppo emotiva? Sì. 
Non so cosa fare della mia vita? Sì.

E certo, se ne è andato uno dicendo che devo pensare prima alla mia vita e ora un altro non è neanche voluto venire per lo stesso motivo. 

E certo. Perché io mi diverto in questa condizione. Io sono felice in questa situazione. Io godo a non sapere dove è il mio posto. Sono la persona più soddisfatta di questo mondo ora. 

E certo, la mia è solo pigrizia, mancanza di voglia, agiatezza, furbizia.

E certo.
Non mi sono fatta il culo per uscire dal fondo nero in cui ero, non mi sono rovinata la vita per due anni per dimostrarmi che qualcosa posso riuscire a farla. Non è importante che io abbia smesso di mangiare per poter continuare ad andare avanti. Non è minimamente influente che io abbia odiato me stessa fino a volermi fare male e oggi cerchi di guardarmi allo specchio e farmi una carezza.
No.
Perché se non sei come la società si aspetta, tu non vai per niente bene.
Ma vaffanculo. 

Laetitia Nemesis

venerdì 16 novembre 2018

Che mi colpisca un fulmine!

Quando dici "Che mi colpisca un fulmine!", ma la natura fraintende.
Sono arrivati due occhi del cielo, di acqua cristallina a posarsi sui miei.
Due occhi veri, intensi, dietro due palpebre che hanno qualcosa da dire soltanto schiudendosi.
Due occhi che fissano, che scrutano, che guardano.
Potrei osservarli per ore senza stancarmi.
Potrei parlarti per ore senza annoiarmi.
Quanto tempo che non sapevo più cosa volesse dire conoscersi, esplorarsi, conversare amabilmente.
Sei arrivato tu, un cattivo ragazzo, dici, eppure i tuoi due specchi d'acqua non mi raccontano la stessa storia, la tua bocca ha un profumo di parole, avventure, vissuti di correttezza, stupidità, audacia anche, ma non di cattiveria vera. Forse sì o forse no, comunque stavolta mi va di provarci.
Ti avrei abbracciato, ti avrei tenuto la mano tutta la sera invece che i pochi minuti di fine serata.
Ti avrei baciato, mi sono persino addormentata in un tuo bacio.
Ma tu hai bisogno di tempo.
Te lo concedo.
E con me la speranza che presto lo stesso mio fulmine colpisca anche te.

Benvenuto, mio Cattivo Ragazzo.

Laetitia Nemesis

giovedì 15 novembre 2018

Io e la mia forza.

Sentii come mi avessero strappato una parte di me, una sensazione così dolorosa che non era quasi sopportabile. Mi guardavo e continuavo a vedermi intera. Eppure sì, ti eri preso la cosa più importante di me. Non era il cuore, quello me lo avevi restituito da tempo, pure intero, sebbene maldestramente.
Era qualcosa di ben più importante, un tesoro preziosissimo. Era il cofanetto della mia forza. Non avrei voluto lasciarlo a nessuno consciamente, era e doveva essere mio. Quando te ne sei andato, l'hai lasciato cadere e finalmente me lo sono ripreso. Da oggi sono io il cofanetto della mia forza.

Ora posso dirti addio. 

Laetitia Nemesis

sabato 3 novembre 2018

Il mio mondo è caduto.

Come si fa?
Come si fa a spegnere i ricordi?
Come si fa a fermare il film di tutta la nostra storia nella mia testa?
Come si fa a chiedere al cuore di smettere di battere per te?
Come si fa a dimenticare la tua voce, il tuo profumo, i tuoi capelli?
Come si fa a smettere di volerti accanto?
Come si fa a non piangere più?
Come si fa?

Io ci sono per te, mi dici.
E' difficile anche per me, mi dici.
Pensa a te, fai quello che ti interessa, mi dici.
Io voglio soltanto averti vicino, sentirti vicino, parlarti, sentire il tuo respiro sulla mia pelle, le tue mani sul mio viso, le tue labbra che asciugano le mie lacrime.
Voglio soltanto te, con me.
Devo pensare a me stessa, dici, ma sai che questa è soltanto una strategia per farmi andare avanti, perché le mie orecchie sentano un po' meno l'eco della tua voce, i miei occhi vedano altri visi oltre al tuo, perché la mia mente ed il mio cuore guardino oltre.
Io non posseggo più la mia mente, tanto meno il mio cuore: sono diventati tuoi 4 anni fa. Ora tenti di restituirmeli, ma sono pieni di te, chiedono di te, e tu non rispondi.
Oggi hai fatto dieci passi più in là, lontano da me, ed ogni giorno che passerà d'ora in poi, sarà un passo in più verso l'orizzonte del mondo che mi è caduto davanti e si è fatto nei minuscoli pezzi dei nostri ricordi. Perché ora questi devono ammassarsi tutti di fronte ai miei occhi ed una mano mi tiene la testa costretta a guardarli uno per uno, anche quelli più sepolti?
Non ho tregua.
Un oggetto, un suono, una parola, un gesto, tutto ricorda di noi.
C'è stata la primavera in cui siamo sbocciati; c'è stata l'estate in cui ci siamo vissuti; ora l'autunno con pezzi di cuore che cadono; poi sarà l'inverno, con il suo gelo silenzioso che immobilizzerà anche la rimanenza del cuore diroccato. Aspetterò che quell'inverno ghiacci le mie lacrime e offuschi la mia mente perché si rigeneri sotto il manto di neve un prato verde pronto a rifiorire.
Ti prego, non metterci tanto, inverno.

A quegli occhi di cioccolata che non sono più i miei.
Laetitia Nemesis

lunedì 22 ottobre 2018

"Quello che mi manca sono io quando stavo con lui."

Forse è così.
Forse è vero che non si può guarire senza distanza.
Forse un addio non è un addio se la porta rimane soltanto socchiusa.
La mia è lì che sbatte.
Un attimo la luce penetra, un attimo il gelo.
E il cuore si spezza ancora e ancora.
La tua presenza è diventata assenza, briciole di attenzione che non fanno altro che lacerarmi l'anima, sperando in un qualcosa di più domani, o dopodomani, o domani l'altro.
Non è vero, non si può tornare indietro. La nostra primavera, l'estate del nostro amore sono passate, siamo all'autunno dove pezzi di cuore cadono come foglie ed è giusto arrivi anche l'inverno. Solo così potrò rinascere.
E non ho bisogno di te.
Sopravvivrò, in qualche modo.
Andrò avanti sulle mie fragili gambe.
Cadrò, lo so. E allora mi mancherà da morire il tuo abbraccio, l'affondare il viso nella tua spalla e poterla bagnare di lacrime. Mi mancherà il sentirmi sicura, tranquilla, serena come lo sono stata tra le tue braccia, mai prima di te.
La sera sarà fredda e minacciosa, non più abituata a dovermi guardare le spalle da sola.
Tuttavia troverò il modo e mi rialzerò.
Ho faticato tanto per arrivare fin qui ed ora questo me lo devo.

Laetitia Nemesis

sabato 6 ottobre 2018

Dimmi ciao, ma non addio.

5 Ottobre 2018

Riaprono i cancelli di questa area depressa.
Non che prima l'area fosse stata chiusa perché dismessa con appianamento della fossa, ovviamente no.

Che è successo oggi? 
Non è stato dichiarato ufficialmente con tanto di annuncio al mondo, ma dentro di me sento già la verità: con oggi finisce la storia con Machisei.
Sto piangendo ora, ma non finirò le lacrime già stanotte.
Temevo questo giorno da tempo, ma non immaginavo in questo modo quasi disarmato. Ci siamo solo noi con due posizioni differenti sulle due sponde di un fiume. Nessun ponte, nessuna zattera, nessuna corda di congiunzione.
Cosa mi fa male nella faccenda?

1) Mi hai illuso con tante parole, non promesse, ma comunque legna per il mio fuoco di speranza di una condivisione totale delle nostre vite.

2) Hai scaricato tutta la responsabilità dello stallo del nostro rapporto su di me, sulle mie difficoltà che ho sempre ammesso e che ho sempre cercato di superare in un modo o nell'altro, come meglio potevo.

E se posso ancora comprendere, accettare, perdonare questi due comportamenti, non riesco a sopportare il "dolore" della presa di coscienza di un terzo fatto: dopo tutto quello che ti ho raccontato, spiegato, mostrato di me, non sei riuscito a capire nemmeno un minimo di quello che sono, di come ragiono, della mia complessità, delle mie difficoltà, dei miei limiti, del mio impegno costante nel lottare contro me stessa e di quanto questo sia duro, estenuante, frustrante da fare ogni santo giorno della mia vita. Dopo 4 anni in cui mi hai visto stare molto male fisicamente, emotivamente, psicologicamente, dopo che mi sono quasi autodistrutta e rialzata a fatica, che sono ricaduta di nuovo e di nuovo ho cercato di rimettermi in piedi, mi vieni a dire che non sto facendo nulla? Che non mi sto impegnando? Che sei l'unico a cercare di mettere i mattoni per il nostro futuro? Dopo 4 anni + 1 di amicizia mi dici questo? Non mi conosci proprio per niente? Ecco cosa mi fa più male.

E se posso capire che tutto può finire, faccio fatica ad accettare che da un giorno all'altro uscirai dalla mia vita e tutto rimarrà soltanto sepolto nella nebbia dei ricordi. Vorrei tanto non finisse così.

Spero che mi ricorderai comunque sempre con dolce affetto, nonostante tutto, che non parlerai male di me, che non sarò quella tua ex spostata che andava in psicoterapia, quella che aveva quel difetto fisico che comunque hai amato, quella che si riempiva il letto di peluche come una bambina, quella strana, quella che meno male che è finita. Spero rimarrò almeno nel tuo cuore come una persona che hai amato, che ti ha amato, che ha cercato di darti tutto l'amore e supporto che poteva, sebbene fossero tanti e complessi i suoi difetti.
Per me, come ti scrissi più volte, sei stato e sempre sarai una persona importante che non dimenticherò mai. 
Con tutto il mio affetto, spero ci diremo ciao e non addio. 

Laetitia Nemesis