domenica 20 ottobre 2013

Quello che sarebbe dovuto essere il primo post

Ora spiegherò il nome di questo buco nero di pensieri, anche se nessuno me l'ha chiesto, non importa, mi va di farlo.
Inizialmente non era quello che si vede in alto, ma uno molto più neutro, banale; non che questo sia molto originale ma ha un suo perché, almeno dal mio punto di vista.
Deriva dalla mia riflessione su come va il mondo. Esso è il luogo dei fraintendimenti, in cui non si capisce ciò che è vero, ciò che è apparente, ciò che è decisamente fasullo. Una frase che ho sentito spesso è proprio "No, non è come sembra!" esclamata con enfasi, con lo scopo di convincere l'interlocutore della propria falsa buona fede, oppure per negare l'evidenza della realtà. Tuttavia, le stesse parole sono valide anche nel caso in cui la persona che le pronuncia sia vittima del sempre più facile giudizio altrui. Quanti non sanno vedere al di là del vestito che ciascuno indossa e se non lo considerano omologato alla maggioranza hanno la bella pensata di ignorare il malcapitato, escluderlo o, ancora più frequentemente di deriderlo e disprezzarlo.
Se da un lato è difficile vedere il lato nascosto delle persone, dall'altro è difficile guardare con entrambi gli occhi aperti la realtà quando questa non è quella che ci si aspetta. E' più facile nascondersi sotto la sabbia, sotto le illusioni, sotto le scuse piuttosto che affrontarla e superarla. Ed ecco allora che abbiamo bisogno che qualcuno o almeno la nostra voce interiore ci dica "No, è come sembra". Prenderne coscienza è un momento doloroso, ma è il solo passo che imbocca la giusta strada.
Questo buco nero raccoglie i miei pensieri, le mie riflessioni, le mie domande, i miei sfoghi, le mie osservazioni proprio con lo scopo di fare chiarezza dentro di me di ciò che vivo dall'interno o dall'esterno delle situazioni. Vorrei che il mondo che vedono i miei occhi fosse quello che sembra e che sembrasse quello che è.

Laetitia

Tanti problemi --> due risposte (no... una)

Una domanda non riesce a trovare risposta: com'è che gli uomini reagiscono alle delusioni in soli due modi? O si danno all'alcol e nel giro di una settimana te li ritrovi come alcolizzati barboni in mezzo ad una strada, o si danno al sesso e vanno a caccia di tutte le loro trombamiche in rubrica e se proprio nessuna è libera si accontentano della puttana sotto casa. Questo è per loro il sesso? una consolazione? no, credo più un modo per liberarsi della frustrazione della sofferenza che provano. In effetti nella loro mente hanno un'immagine di sé come di supereroi imbattibili, capaci di affrontare ogni situazione e risolvere ogni problema. Il vero problema è che sono anche loro essere umani con tutti i limiti e le debolezze che ciò comporta, e sbagliano come le donne, si fanno fregare come le donne, non sanno sciogliere certi nodi aggrovigliati esattamente come le donne. Questo, tuttavia è inaccettabile per loro, dunque si sentono sopraffatti e ciò, passatemi il termine, dà loro alla testa. Ecco spiegato il motivo per cui gli strupratori sono uomini 99 su 100, ecco perché essi ricorrono ai tradimenti delle mogli/fidanzate, ecco perché non sono i gigolò a riempire i marciapiedi delle strade.
Se da un lato provo disgusto, dall'altro provo anche pena, perché credo che essi non siano in grado di riuscire a liberarsi di quell'impulso istintivo primitivo che li spinge a comportarsi in quel modo. E' come chiedere ad un goloso di non mangiare la torta di cioccolato che ha proprio sotto il naso. Sì, capisco che mangiare una torta non è tanto grave quanto struprare una ragazza, ma il punto è che sono istinti irrazionali che non riescono a sottostare alla ragione se non in determinate condizioni. Se tutto va bene e la loro frustrazione è contenibile, tutto funziona, ma quando un certo limite è superato, non c'è timore della legge, valore morale o materiale che possa essere sufficiente a fermarli.
E' triste rendersene conto e non sapere come rimediare.
In ogni caso ancora non capisco perché proprio il sesso e non, che ne so, prendersi a schiaffi a vicenda, insultarsi finché non si sa più quali ingiurie inventare, prendere ad accettate i tronchi d'albero (poveri alberi comunque, mi dispiacerebbe troppo per loro), mangiarsi chili di hamburger, prendere dieci pastiglie di sonnifero e svegliarsi un anno dopo? No. Il sesso. E' persino più complicato da mettere in pratica. Devi essere in due quindi devi trovare una compagna compiacente e se le trombamiche scarseggiano ti tocca pagare. E se poi una volta sola non basta? Altri soldi, altre amiche.
E chissà poi cosa ne hanno dopo una bella scopata. Un piacere così fugace. Ci credo che torni ad essere triste dopo un'ora. Se una bella seduta di pianto o un barattolo di nutella non sono sufficienti io opterei per qualcosa di più definitivo come una bella caduta libera da un palazzo. Pratica, economica, rapida e indolore. E soprattutto, potenziale strupratore, ti levi dalle balle.

Laetitia

sabato 19 ottobre 2013

Fotografie

Le fotografie.
Quei piccoli cartoncini più o meno rettangolari, colorati o in bianco e nero, in cui si fissano molti dei momenti vissuti quasi senza che noi ce ne rendessimo conto.
Io adoro le fotografie.
Adoro immortalare gli istanti quasi come se con essi potessi anche fermare le emozioni che li accompagnano. E amo ogni tanto tirarle fuori dalle loro bustine di plastica e sfogliarle ancora e ancora.
Mi hanno detto spesso che guardo troppo al mio passato. Non lo nego. Non posso fare a meno dei miei ricordi. Vorrei poter riuscire a trovare la forza nel futuro, ma come posso aggrapparmi a qualcosa che non è ancora accaduto? Mi potreste dire che è la speranza nel futuro la vera boa di salvataggio, ma quanto è reale la speranza? Essa esiste fintanto tu credi che esista, poi non rimane più nulla di lei. È sabbia che scivola tra le dita. E quale differenza esiste davvero tra la speranza e l'illusione? Non sono forse l'una l'altra faccia dell'altra? Quando ti illudi non stai forse sperando? E quando hai sperato quante volte ti sei poi soltanto illuso?
Io non riesco mai a distinguerle.
E allora se il futuro è incerto e il presente troppo fuggevole per riuscire a imbrigliarlo, non resta che il passato. È un pilastro che rimarrà sempre eretto, senza muoversi, immutabile, ad esso posso legare una corda che mi sosterrà quando cadrò nel burrone, un filo d'Arianna che mi riporterà a casa se mi perderò. È il punto fermo della mia vita, il luogo dove guardare quando ho perso l'orientamento, quando ho bisogno di conferme perché il presente e futuro non ne hanno più.
Ecco allora che le foto sono il ponte tra la mia memoria e la realtà che fu. Con esse ripercorro e rivivo interi momenti della vita e ogni volta riesco ad imparare qualcosa di nuovo su di me o su quell'istante diventato senza tempo. Proprio ieri sera ho sfogliato distrattamente alcune foto che avevo sul computer. C'erano quelle delle vacanze dell'anno scorso in Calabria, quelle in montagna e quelle al mare di quest'anno, quelle che ho scattato con la mia amica matta e quelle della festa di compleanno di settembre. Si susseguivano l'una dopo l'altra poi ad un certo punto mi sono fermata, qualcosa mi aveva colpito.  Ultimamente mi sono spesso lamentata del fatto che i miei occhi erano come spenti, io ridevo, ma non loro. In quella foto, invece, quegli stessi occhi brillavano. Mi chiesi il motivo e dovetti soltanto spostare il mio sguardo di qualche centimetro. Capii subito. Era lei la cara colpevole, la mia amica che non so se sarebbe corretto definirla come la migliore. Non perché non la consideri una buona compagnia affidabile, ma piuttosto perché quando penso al concetto di "migliore amica" mi viene in mente quella persona che conosci da una vita, che sa tutto di te, a cui hai raccontato le tue confidenze più intime. No. Io e lei ci salutiamo da due anni, ma ci parliamo da uno e ci confidiamo da meno di sei mesi. Eppure lei ha il potere di farmi star bene in ogni momento, che io sia triste, o arrabbiata, insoddisfatta, impaurita. Lei mi trasforma nella persona che vorrei essere: forte, sicura, che sa cosa vuole, che non teme più nulla, che può farcela in ogni situazione. Mi basta sentire la sua voce al telefono per migliorarmi la giornata. Insomma mi mette di buon umore.
E così in quella foto vedo il mio sguardo diverso.
Occhi felici.
Allora ancora una volta imparo quali sono le persone che meritano veramente la mia amicizia.
Spero di poter meritare anche io la loro.

Laetitia

martedì 8 ottobre 2013

Odio

Odio quelli che dicono o fanno qualcosa soltanto perché quello è ciò che ci si aspetta da loro. Se non lo vuoi fare, non farlo, se non lo pensi, non dirlo, se non lo credi, non mi ingannare.
E' tutto molto semplice.
Ah, no, aspetta, dimenticavo. La sincerità comporta verità. Un fardello troppo pesante da portare.

Laetitia

giovedì 3 ottobre 2013

Vecchiaia precoce

Tredicenni che fanno le sedicenni, sedicenni che si sentono ventenni, ventenni che sembrano delle trentenni. E poi tutti hanno paura di invecchiare e le trentenni tentano invano di ritornare ventenni.

Laetitia