Mi scoppia l'anima.
Devo scrivere. Devo sfogarmi.
Ieri sera, oggi, momenti belli, in cui sono stata abbastanza bene, felice, ho riso, ho sorriso, ho goduto, mi sono intenerita e sono stata soddisfatta, insomma, momenti da mettere nella scatola dei ricordi.
Eppure ora sono qui che se non mi mettevo a scrivere piangevo tutta la sera (tanto lo farò lo stesso).
Piango per le troppe emozioni tutte insieme, è uno sfogo, come al mio solito, in fondo non è niente di così tragico, ma...
Ieri cena a casa con mamma, papà, fratello più fidanzata, sottoscritta più Machisei. Mi preparavo per questa cena da due giorni, e fai i biscotti, e fai la gelatina, e rifai i biscotti perché prima non si sono cotti e poi si sono bruciati (caramellati dài, diciamo così). Per i tre quarti della giornata ero contenta, anzi entusiasta, non vedevo l'ora. Poi mancano un paio d'ore... ANSIA.
Ansia che sale.
Ansia che straborda.
Ansia che odio.
Comunque cena va bene, sì, dal mio punto di vista.
Da tremenda masochista, invece che crogiolarmi nel mio bellissimo, buonissimo, comodissimo brodo di giuggiole, vado a ficcare il naso nelle impressioni altrui: chiedo commenti su Machisei. Ovviamente lui era già venuto a casa, si era già presentato, ma attimi troppo fugaci per poter sviluppare una opinione degna di essere chiamata tale.
Questa volta no.
Commento: non si lascia inquadrare, fugge il mio sguardo, sa intraprendere e sostenere una conversazione del più e del meno, ma di sé il mistero totale assoluto: non si sbottona e i suoi occhi sono senza fondo.
Dico: eccoci, centrato in pieno.
Ho la stessa identica impressione e ce la ho da più di un mese. Davo a me la colpa del periodo maledetto che stavo vivendo, assolutamente da dissenteria fulminante, ma sentirmi confermare questa mia idea è stato come piantarmi finalmente quel coltello che avevo puntato sul cuore da tempo. E fa male.
"Meglio non sapere, perché vuoi sapere?"... Non imparerò mai.
E' proprio così. Io e Machsei ci vediamo per ore (anche se non spesso, una volta a settimana, raramente di più ahimè o per fortuna) e parliamo, già, parliamo... di che cavolo parliamo???? Facciamo ben altro per metà del tempo, e mi piace quell' "altro", ci metto molto del mio nel volerlo, lo ammetto, non rinnego che lo voglio, non ci prendiamo in giro, ma credo che vivrei lo stesso in astinenza senza impazzire. Impazzisco invece perché non parliamo.
Spiego.
Parliamo del più e del meno, certo, come ho detto, quello gli viene bene, a me un po' meno e vabbè, ma più e meno a parte, non ci diciamo nulla di più. E questo mi dà tremendamente fastidio, perché con lui non vorrei fosse così, vorrei fosse una storia di amore profondo, di condivisione, di complicità, di confidenza senza confini. Invece non riesco a farmi dire quattro, che siano quattro, parole su di lui: ci si ferma a due. Faccio un esempio, è banale, ma credo nulla di tremendamente strano come richiesta da parte mia: fino a dicembre Machisei lavorava in ufficio, otto ore, cinque giorni a settimana; ci vedevamo tutti i giorni per una manciata di minuti dopo il suo turno visto che si trovava ad un isolato da casa mia; baci, abbracci, come stai come non stai e... come è andata la giornata? Risposta: bene, niente di che, normale, tranquilla, noiosa, sono stanco. Queste le parole intercambiate di giorno in giorno e niente, e ripeto, niente di più. Penso: è possibile? Stai 8 ore fuori di casa, in mezzo alla gente, gente con cui chiacchieri perché tu chiacchieri e loro chiacchierano a loro volta, vedi cose, fai cose, e tutto ciò che riesci a dirmi della tua giornata è "bene, niente di che, normale, tranquilla, noiosa, sono stanco"? Ok non sarà un'avventura piena di adrenalina e azione, ma cavolo! qualcosa succederà in quelle stanze e corridoi, qualsiasi cosa, stupida o meno stupida, ma qualcosa che ti colpisce o che ti dà fastidio, che ti diverte o che ti fa girare le balle, QUALCOSA deve esserci da potermi raccontare!
NO.
Oh certo, io racconto qualcosa? Mmmm cosa ci sarà mai da dire se passo la mia orrida giornata chiusa in casa, prima a scrivere una tesi e ora a riordinare la casa, dormire, giocare ai videogames, leggere e guardare film? COSA??? nulla di interessante, se non che ho fatto la tesi, riordinato casa, giocato ai videogames, letto e guardato film. Quel che faccio, dico, se vado al parco lo dico, se vado a far la spesa lo dico, se vado dalla nonna lo dico, se ho visto un'amica lo dico. Quel che faccio, dico.
Lui no.
Ho detto che parliamo però del più e del meno: film e telefilm (che io non ho visto perché non ho una cultura cinematografica purtroppo e per fortuna), fumetti e libri (che io non ho letto perché al di là di Cip & Ciop io non sono andata e di libri leggo poco e solo ciò che mi piace, ossia non ciò che piace a lui ahimè e ancora ahimè), videocazzate, videogmaes (alleluja qualcosa in comune, più o meno), qualche pettegolezzo (raro).
La colpa è ovviamente mia, perché se lui non parla, non si sbottona, be' che sto aspettando a farlo io e a invitare direttamente a farlo poi anche lui? Già, aspetto che Dio riscenda in terra? No, è che sono stramaledettamente timida e introversa, non so cosa dire, mente vuota, pensieri assenti, niente di niente di niente. Dite non è possibile. Entrate nella mia mente, vi prego, e guardateci dentro! E' uno dei miei enormi orribili disgustosi odiosi difetti e problemi con cui combatto e perdo da anni, da tutta la mia vita. Non sto cercando di giustificarmi, nè decolpevolizzarmi, perché è vero, non posso aspettare che siano sempre gli altri a cercare di venirmi incontro e risolvere quello che è un mio problema, ma non so proprio più come comportarmi, cosa fare per cambiare. E poi se facessi domande, se gli chiedessi, mi sembra di fare la ficcanaso, quella degli interrogatori, quella che indaga. Io non sono così, non riesco ad essere così, né a non sembrare così se mi ci provo.
Ora, avere la conferma che effettivamente l'impressione che Machisei non dica mai nulla di sé non è solo mia, be' mi fa star male e dà origine a tutta una serie di dubbi, domande e risposte e conclusioni che sono ancora peggio.
Ma sta con me perché? Perché mi ama? Perché vuole solo essere soddisfatto e dirsi ho la ragazza? Non voglio credere possa essere una cosa del genere.
Ma io lo amo? Davvero? Fino in fondo? Eh.
Ma io merito avere qualcuno accanto nella mia vita?
Ma poi sono capace di avere quel qualcuno?
In fondo sono felice con lui? Anche se finisco per piangere almeno una volta al mese?
Sarebbe forse meglio restassi da sola?
Forse dovrei proprio lasciarlo? Ci starei male? Sì, ci starei male. Ma poi mi passerebbe e starei meglio di prima?
A volte ho una gran voglia di lasciarlo, sì, ma starei lasciando lui perché è "lui" o perché ho paura di quello che provo, dell'impegno che mi sono presa, perché è difficile stare in due quando già è complicato stare da sola?
Non lo so. Cavolo, non lo so.
E piango.
Tanto per cambiare.
Laetitia
ps: non sono mai contenta, lo so. E qui finisco che vengo solo a lamentarmi e a sfogarmi. Abbiate pazienza.