1 novembre 2016
È passata molta acqua sotto i ponti, ho aspettato per 10 anni ormai che mi passasse davanti il cadavere del mio nemico e invece, ogni giorno, lo vedo riflesso nello specchio.
Una tegola.
Un auto.
Un virus.
Un'allergia.
Sarebbe bastato.
Ma no.
Devo morire dall'interno, sgretolarmi pezzo per pezzo, implodere in un buco nero della mia anima.
Non sono sbagliata, ma non sono giusta in questo mondo.
Rimpiango la scelta che ho fatto, per ciò che sto passando, per ciò che mi sento dire, per il motivo per cui l'ho fatta.
Ho scelto per gli altri, per aiutare gli altri, ma gli altri chi? I pezzi di sterco che mi calpestano, che mi deridono, che mi scansano, che mi feriscono? Per questi? Ma che vadano a morire, che infieriscano sui loro mediocri simili, che marciscano nella loro stessa schifezza di cui sono fatti.
Io non sono nulla per loro, loro non sono nulla per me.
Loro non esistono, non hanno diritti su di me.
Vi lascerò annegare, vi lascerò soffocare, vi lascerò soffrire, vi lascerò soli, come voi avete lasciato me.
Dicevano fossi buona.
Dicevano, una volta.
Laetitia Nemesis
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