domenica 25 novembre 2018

E certo!

E certo! Come poteva essere diverso.
Cosa non va in me? 
Sono antipatica? No. 
Sono noiosa? No. 
Sono troppo seria? No. 
Sono troppo emotiva? Sì. 
Non so cosa fare della mia vita? Sì.

E certo, se ne è andato uno dicendo che devo pensare prima alla mia vita e ora un altro non è neanche voluto venire per lo stesso motivo. 

E certo. Perché io mi diverto in questa condizione. Io sono felice in questa situazione. Io godo a non sapere dove è il mio posto. Sono la persona più soddisfatta di questo mondo ora. 

E certo, la mia è solo pigrizia, mancanza di voglia, agiatezza, furbizia.

E certo.
Non mi sono fatta il culo per uscire dal fondo nero in cui ero, non mi sono rovinata la vita per due anni per dimostrarmi che qualcosa posso riuscire a farla. Non è importante che io abbia smesso di mangiare per poter continuare ad andare avanti. Non è minimamente influente che io abbia odiato me stessa fino a volermi fare male e oggi cerchi di guardarmi allo specchio e farmi una carezza.
No.
Perché se non sei come la società si aspetta, tu non vai per niente bene.
Ma vaffanculo. 

Laetitia Nemesis

venerdì 16 novembre 2018

Che mi colpisca un fulmine!

Quando dici "Che mi colpisca un fulmine!", ma la natura fraintende.
Sono arrivati due occhi del cielo, di acqua cristallina a posarsi sui miei.
Due occhi veri, intensi, dietro due palpebre che hanno qualcosa da dire soltanto schiudendosi.
Due occhi che fissano, che scrutano, che guardano.
Potrei osservarli per ore senza stancarmi.
Potrei parlarti per ore senza annoiarmi.
Quanto tempo che non sapevo più cosa volesse dire conoscersi, esplorarsi, conversare amabilmente.
Sei arrivato tu, un cattivo ragazzo, dici, eppure i tuoi due specchi d'acqua non mi raccontano la stessa storia, la tua bocca ha un profumo di parole, avventure, vissuti di correttezza, stupidità, audacia anche, ma non di cattiveria vera. Forse sì o forse no, comunque stavolta mi va di provarci.
Ti avrei abbracciato, ti avrei tenuto la mano tutta la sera invece che i pochi minuti di fine serata.
Ti avrei baciato, mi sono persino addormentata in un tuo bacio.
Ma tu hai bisogno di tempo.
Te lo concedo.
E con me la speranza che presto lo stesso mio fulmine colpisca anche te.

Benvenuto, mio Cattivo Ragazzo.

Laetitia Nemesis

giovedì 15 novembre 2018

Io e la mia forza.

Sentii come mi avessero strappato una parte di me, una sensazione così dolorosa che non era quasi sopportabile. Mi guardavo e continuavo a vedermi intera. Eppure sì, ti eri preso la cosa più importante di me. Non era il cuore, quello me lo avevi restituito da tempo, pure intero, sebbene maldestramente.
Era qualcosa di ben più importante, un tesoro preziosissimo. Era il cofanetto della mia forza. Non avrei voluto lasciarlo a nessuno consciamente, era e doveva essere mio. Quando te ne sei andato, l'hai lasciato cadere e finalmente me lo sono ripreso. Da oggi sono io il cofanetto della mia forza.

Ora posso dirti addio. 

Laetitia Nemesis

sabato 3 novembre 2018

Il mio mondo è caduto.

Come si fa?
Come si fa a spegnere i ricordi?
Come si fa a fermare il film di tutta la nostra storia nella mia testa?
Come si fa a chiedere al cuore di smettere di battere per te?
Come si fa a dimenticare la tua voce, il tuo profumo, i tuoi capelli?
Come si fa a smettere di volerti accanto?
Come si fa a non piangere più?
Come si fa?

Io ci sono per te, mi dici.
E' difficile anche per me, mi dici.
Pensa a te, fai quello che ti interessa, mi dici.
Io voglio soltanto averti vicino, sentirti vicino, parlarti, sentire il tuo respiro sulla mia pelle, le tue mani sul mio viso, le tue labbra che asciugano le mie lacrime.
Voglio soltanto te, con me.
Devo pensare a me stessa, dici, ma sai che questa è soltanto una strategia per farmi andare avanti, perché le mie orecchie sentano un po' meno l'eco della tua voce, i miei occhi vedano altri visi oltre al tuo, perché la mia mente ed il mio cuore guardino oltre.
Io non posseggo più la mia mente, tanto meno il mio cuore: sono diventati tuoi 4 anni fa. Ora tenti di restituirmeli, ma sono pieni di te, chiedono di te, e tu non rispondi.
Oggi hai fatto dieci passi più in là, lontano da me, ed ogni giorno che passerà d'ora in poi, sarà un passo in più verso l'orizzonte del mondo che mi è caduto davanti e si è fatto nei minuscoli pezzi dei nostri ricordi. Perché ora questi devono ammassarsi tutti di fronte ai miei occhi ed una mano mi tiene la testa costretta a guardarli uno per uno, anche quelli più sepolti?
Non ho tregua.
Un oggetto, un suono, una parola, un gesto, tutto ricorda di noi.
C'è stata la primavera in cui siamo sbocciati; c'è stata l'estate in cui ci siamo vissuti; ora l'autunno con pezzi di cuore che cadono; poi sarà l'inverno, con il suo gelo silenzioso che immobilizzerà anche la rimanenza del cuore diroccato. Aspetterò che quell'inverno ghiacci le mie lacrime e offuschi la mia mente perché si rigeneri sotto il manto di neve un prato verde pronto a rifiorire.
Ti prego, non metterci tanto, inverno.

A quegli occhi di cioccolata che non sono più i miei.
Laetitia Nemesis