Doveva arrivare il giorno in cui saresti entrato anche tu in questo blog. Era troppo bello per essere vero. Troppo perfetto per poterci stare bene sul serio.
E ovviamente l'entrata non poteva che essere su una biga macchiata di lacrime.
Mi hai fatto male.
Nemmeno te ne sei accorto.
O meglio, l'hai fatto involontariamente.
Eppure fa male.
E fa male ad una ferita che non riesce a rimarginarsi.
Empatia.
Sensibilità.
Capacità di sintonizzarsi sulla stessa linea del cuore, sulla stessa vibrazione dell'anima dell'altro.
È così difficile?
Già.
Io sono sempre stata così brava nelle faccende difficili, ma gli altri...
Non hai detto cose particolarmente sbagliate, ma il fatto è che non ho sentito nessun appoggio, nessuna vicinanza, soltanto uno sguardo razionale di chi ci è passato e ha capito come tirarsene fuori e gli è sembrato così facile che è ovvio per tutti, ci arriverò anche io come te.
Se solo riuscissi a portare i miei panni.
Se solo sapessi cosa sia l'empatia.
Spero solo che questo non sia la spia di qualcosa di più grande. Quella spia che già una volta si è accesa ed io non ho voluto vedere con Machisei. Una spia che non ha fatto altro che chiudere il cerchio.
Non vorrei chiuderne un altro allo stesso modo.
Laetitia Nemesis
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