giovedì 1 luglio 2021

Cosa mi hai fatto

Mi sono sempre piaciuti i romanzi rosa, quelli pieni di passione e desiderio, con le emozioni a mille, gli amori intensi e combattuti, quelli che sai già la storia come andrà a finire ma ti piace proprio perché quella è la trama.
Non pensavo però di poterci finire dentro.
Questa è la storia di C.
C. l'ho visto per la prima volta praticamente un anno fa ed è stato qualcosa di molto curioso per una come me: sguardi casuali che si incrociarono e si legarono per un attimo senza una parola, immersi nelle chiacchiere altrui. Io non conoscevo lui, lui non conosceva me, nemmeno di nome, nemmeno di ruolo e tanto meno per il destino futuro. Poi diventammo parte di un team, vicini e distanti, ognuno per sé.
L'ammirazione è stata la mia prima sensazione per te, ammirazione e soggezione per le tue competenze: mi sembravi una sorta di guru per il tuo genere.
Il nostro è stato un cammino intrecciato di sentieri, che poi divergettero dopo qualche mese e che si ritrovarono dopo altri. Cammini che diventarono più stretti e paralleli, che si cercavano sicuri di trovarsi nell'incrocio giusto.
Poi la notizia: C. se ne va.
Non ho potuto negati il mio dispiacere, e per la prossima mancanza di sicurezza che tu sapevi trasmettermi, e per la tua presenza stessa. Non era pensabile occuparmi delle cose senza di te. Te lo confessai subito, senza giri di parole, senza filtri, così, con un mi mancherai secco.
E stasera eravamo di nuovo nel libro. Ai due capi del tavolo, le tue voci lontane e coperte da altre, per due ore trascorse in sguardi fugaci ma espressivi abbastanza da catturare la tua attenzione e chiedermi se fosse tutto ok. Sarò sembrata a disagio, lo ero, ancor più sentendomi talvolta centro dei vari discorsi. Ma era ok. Avrei voluto partecipare di più ai tuoi fin da subito, sia maledetta la mia sordità e le sedie e i corpi che ci separavano. E infine lo feci, mi spostai davanti a te. Volevo sentirti parlare. E parlammo anche noi, oh se mi parlasti. Una gran bella sensazione sapere che mi apprezzi e mi stimi, che hai fiducia in me e non nutri alcun dubbio sulle mie capacità. È un onore che spero non deluderò.
E so che quel che sentivo era proprio come nei libri: la percepivo, la palpavo quella tensione tra noi, quella tra i nostri corpi e i nostri sguardi. Quell'atmosfera che aspetta che succeda qualcosa, che qualcuno dei due faccia una mossa per primo. Volevi farla ma forse era troppo. Hai cercato di far scegliere a me, ma io ti rilanciai la palla perché non potevo dirlo così apertamente, ma si capiva. Lo ha capito persino l'altro... Fai un test... Disse... E così finì che andammo.
Tensione.
Tensione a fette.
Tensione di corpi e voglie.
Ancora e ancora.
Dieci minuti che furono più personali di tre ore. Carini.
E, soprattutto, mi hai fatto tremare le gambe come una novellina.
E scrivo qui, altrimenti starei già per scriverti personalmente per la bella serata.
E già penso a doverne organizzare un'altra.

Cosa mi hai fatto...

Laetitia Nemesis

Nessun commento:

Posta un commento