sabato 28 dicembre 2013

Ricordi in scatola

E' quasi ora.
Una nuova mezzanotte è passata.
E' quasi la fine.
Un altro anno è trascorso.
Un 2013 di 365 giorni, 8760 ore, 525600 minuti e 42048000 battiti di cuore.
No, quelli sono stati decisamente molti di più.
L'ovvietà vorrebbe che elencassi tutto ciò che mi lascio alle spalle, ciò che è passato e vorrei abbandonare lì perché l'acqua del tempo vi scorra sopra e se lo porti con sè. E invece io non scriverò nessuna lista di questo tipo.
Perché?
Già, perché...
Perché io non vorrei dimenticare nulla, non vorrei fingere di non aver vissuto un solo secondo che ho trascorso su questa terra polverosa. E non vorrei mettere la parola fine a questo anno perché sarebbe come se terminasse il mio libro o film preferito.
Una goccia di malinconia già riempie i miei occhi mentre le ultime immagini mi sfuggono davanti ad essi.
Sono giorni ormai che, per poterli ricordare, impacchetto ricordi in tante scatoline, alcune più piccole impreziosite di gemme brillanti per quei momenti durati un istante o qualche ora, ma comunque importanti; alcune più grandi per poter contenere quelle memorie ingombranti, cariche di emozioni, che mi hanno arricchita, divertita, delusa, sorpresa, segnata per sempre e addestrata un poco di più alla vita.
Due scatole servono per M., una rossa come le sue labbra calde ma brucianti quanto il fuoco, una argento come il piercing che mi ha fatto nel corpo e nell'anima.
Un pacco gigantesco con altrettanti pacchetti via via più piccoli al suo interno in stile matrioska per Martimbella, per la sua compagnia in interi pomeriggi, le serate, le feste, le chiacchierate dopo la palestra, le telefonate ed i messaggi. A lei devo molti riti di passaggio.
Una grande cesta di vimini per lo Chef, Fagiolino/Pitta, Lady Baculina, Capriolo. Gli amici della notte. Inimitabili. Insostituibili. Indispensabili. Incredibili. I migliori.
Uno scrigno per Muffin, la cui amicizia spero continui imperterrita nonostante la fine ormai prossima del nostro tirocinio insieme.
Infine un baule per infilarci tutti gli sguardi, i sorrisi, gli abbracci, gli incoraggiamenti ricevuti, le arrabbiature, i rancori, le amarezze, le ansie, le paure suscitatemi, le ferite, le stilettate, gli schiaffi inflittemi, le negazioni e i rifiuti presi, le libertà e i privilegi concessimi e di cui troppo spesso non mi sono resa conto, il male che di tanto in tanto mi ha travolto, ma soprattutto il bene che, grazie al cielo, mi ha circondato la maggior parte delle volte.
Penserete che manchi qualcuno all'appello. Sì, Lui. Lui lo metto in una parentesi, come lo spazio che sono durata nei suoi pensieri.
Ora non mi resta che sentire le ultime ore scivolarmi addosso e accogliere il 2014 con un sorriso perché in fondo la vita non è un film: non inizia e non finisce ogni anno, semplicemente (s)corre sempre avanti.

Laetitia

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