Lui.
Chi cippa è Lui?
Beh superficialmente sarebbe facile rispondere. Ne so il nome. Ma niente cognome. So la zona dove abita. Ma niente indirizzo. So che lavoro fa. So di chi è amico: una banda di matti.
Ma chi è davvero Lui?
Sto parlando di un nuovo esemplare che mi ronza intorno da quanto? Mezza settimana? Più o meno sì. Uno nuovo. Era ora direte voi. Lo dico anche io! Quando pare che finalmente il caro M. se ne sia andato dalla mia testa a tradire la fidanzata con qualcun'altra (piccolo appunto: posso ridere degli sbalzi di umore che pare avere questo ragazzo ogni tre giorni bellamente spiattellati con gli stati di uozzap? :) oggi, :( domani, un punto ieri, frasi senza senso futuro anteriore... Un uomo col mestruo insomma) arriva quest'altro. Lui è un amico di dubbia origine di Muffin, la mia collega tirocinante del laboratorio di biologia vegetale (non l'avevo mai detto prima, ma da biotecnologa sono finita a estrarre DNA da funghi dalla mattina alla sera. Meno male che Muffin è con me!). Un giorno la mia compare mi fa: "C'è un mio amico che mi ha chiesto di presentargli una ragazza bionda. Sei interessata?" Al ché io sono rimasta un attimo inebetita, ma poi mi son detta "Che te ne frega?" e a lei "Dimmi, com'è 'sto stronzo di turno?" (non ho parlato proprio in questi termini, ma forse avrei dovuto, tanto non credo che sbaglierei valutazione). E lei parte a descrivermelo. Allora, se mi fossi dovuta basare sul suo discorso questo poveraccio non l'avrei dovuto vedere neanche in cartolina, ma, come ho scoperto in seguito, non è l'unica di questo avviso. Tre gli aggettivi che esprimono il suo concetto: brutto, ciccio e coglione. Direi che farei un affare!
Ma io sono un imbecille che non vuole fermarsi alle chiacchiere superficiali e all'aspetto fisico, sennò io stessa, come infatti temo da metà della mia vita, sarei destinata a rimanere zitella per il mio simpatico carattere timidone (ti odio!). E quindi quando un paio di giorni più tardi Lui mi manda l'amicizia su feisbuc io che faccio? L'accetto.
E brava!
Non passano più di un paio di minuti che parte il suono tanto carino quanto ossessionante della chat. Primo messaggio. Rispondo. Secondo messaggio. Rispondo. Terzo messaggio. Rispondo. E avanti così fino all'una di notte. E il tenore di quei discorsi è sempre molto elevato. Chissà perché, ma quando scrivo riesco a dire le cazzate anche io in piena coscienza. Dunque ho giocato con Lui per un bel po' e alla fine si finisce sempre a parlare delle mie belle t.... 'Sti ragazzi non li smuovi da lì, ci si buttano a capofitto appena ti volti loro di fronte!
Il giorno dopo mi stalkerizza, il giorno seguente pure. E si finisce che io vado anche ad incontrarlo! Con Muffin ovviamente. C'è pure un terzo ragazzo che avrebbe dovuto far parte del mio nuovo triangolo (mi ci sto affezionando a questa figura geometrica), ma la cosa per ora non si è evoluta. Mah, tempo al tempo mi sa.
Tornando alla questione, me lo ritrovo davanti. Ebbene Lui non è certo un Adone, si deve ammettere. E' ciccio. Ma proprio brutto non direi. Apprezzo molto un particolare: gli occhi. Chiari. Verdi. Azzurri. Grigi. A scelta.
Ad ogni modo Lui sta lavorando, non c'è tempo che per un saluto. Noi ce ne andiamo.
E continua lo stalkeraggio. Avrò mandato più messaggi in tre giorni che nell'ultimo mese.
Ieri sera tra una battuta e l'altra finisce per autoinvitarsi all'uscita con i miei amici della notte. E vieni pure tu dico io!
Ebbene, qui Lui mi ha fatto uno strano effetto. A parte lo stritolamento delle interiora che mi è fedele compagno in queste situazioni, mi sorprendo a voler incrociare il suo sguardo. E uno.
Ma una riflessione mi porto dietro da stanotte: quando la gente non parla non riesci a capire se sia stupida o no. Ora espongo le mie perplessità.
Mi chiedo perché con me non parlasse. Con i suoi amici nessun problema, ma con me estremamente laconico. Una mezza risposta penso di stare già ad intuirla e questa volta devo cominciare fin da subito a ripetermi "Tranquilla, è tutto come sembra. Assolutamente tutto come sembra." Questa però è un'altra storia che appurerò.
Il punto è che tra tutti i suoi (miliardi di) amici che abbiamo incontrato per il centro, non uno che non mi abbia confermato che è un coglione. Eppure io non l'ho notato. E' molto strano. Ultimamente sto pensando questo di chiunque. La causa di tale acciecamento deve proprio essere il fatto che non si apra con me. Sì, perché più parli, più tiri fuori le cazzate che il tuo cervello partorisce e quindi permetti a chi ti sta a fianco di comprenderti. Così non ne ho modo.
Fatto ancora più allarmante per me, è che nonostante la mancanza di "Adonità" (nuovo termine da me coniato, lo so) non mi dispiace assolutamente intrecciare le mie dita alle sue. E due.
Non si va assolutamente oltre, almeno una lezione spero di averla imparata da M. Comunque questo suo effetto su di me mi preoccupa. E non poco.
Ma alla fine so già qual è 'sta fine: divertimento finto, vuoto puro divertimento finto.
E, metaforicamente parlando, me lo piglierò in quel posto.
Di nuovo.
Laetitia
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