Oggi sono felice.
Oddio il mondo si è capovolto!
Purtroppo non ancora, ma forse lo farà.
O forse la mia felicità svanirà prima.
In effetti ho paura a dirlo, persino a scriverlo qui dove nessuno in fondo lo leggerà mai.
Come sempre è la paura che tutto finisca troppo velocemente, giusto il tempo di assaggiare la delizia e boom il piatto è vuoto.
La verità poi è che la felicità non vien da sola, ha i suoi compagni di viaggio rompicoglioni che mi vengono a togliere il cibo di bocca:
Rompicoglione numero 1: lo zombie.
Altrimenti detto morto vivente, è un essere di cui pensi di essertene liberato e invece lui ritorna. E ritorna. E ritorna. Non importa quante volte tu lo uccida, lui risorgerà sempre dalle sue ceneri e verrà a romperti le palle che ti sono cresciute per la noia di cercare di farlo fuori.
M. è tornato.
M. è un bugiardo.
M. crede di fottermi. Letteralmente e metaforicamente.
M. se ne va di nuovo a quel paese da dove è andato e tornato.
Punto.
Rompicoglione numero 2: l'inconcludente.
E' colui che sa come prenderti, ti scalda per bene, tu diventi tutta pronta e... E niente. Non succede un beato niente. E rimanere a bocca asciutta è snervante, irritante, peggio di un rifiuto diretto dritto in faccia.
Lui.
Ora passiamo al motivo per cui sono felice che poi è quello più importante e a cui abbiamo già tolto attenzione a sufficienza.
Se potessi avere una vita parallela dove le cose andassero come sarebbero dovute andare con il senno di poi, credo che a quest'ora sarei una ballerina. L'emozione che provo ballando è unica ogni volta. Ieri sera sono andata in discoteca con un gruppo di amici. Sì, è vero, quello non è ballare ma scuotersi come pesci che soffocano fuor d'acqua, in ogni caso non c'è niente di meglio che lasciarsi attraversare dalla musica e abbandonare il proprio corpo a sé, che si muova da solo. E' liberatorio, è rilassante e nello stesso tempo energizzante. I momenti migliori li vivo chiudendo gli occhi. Non so quanti degli altri pesci nella mischia facciano una cosa del genere, ma io la trovo un'esperienza assai gradevole. E' come chiudere le porte a ciò che mi circonda e tutti i sensi si acuiscono e si concentrano. Un'altra cosa che mi piace, ma è ovvia, è ballare in coppia. Ma che sia davvero uno contro uno e toccarsi, sentirsi, sincronizzarsi. E qui entra in gioco colui che agisce nella penombra. Non ricordo se l'ho mai nominato, forse no. Mmm la cosa non depone a suo favore, ma forse questa volta si riscatta. Lo chiamerò Machisei. Lo conobbi ad una festa, ci uscii una volta, non mi piacque, lo ignorai ma il più gentilmente e indolore possibile. Capitò che uscimmo altre volte, insieme agli amici della notte, ma si sa, in gruppo tutto è meno imbarazzante. Machisei comunque ognitanto mi scriveva, sempre nel tentativo di farmi la corte, ma in modo velato, senza insistere e così ci si salutava, ci si scambiava due parole del più e del meno. Ieri sera c'era anche lui insieme ad una sua amica. Nessuno conosceva quest'ultima e si cominciò a spettegolare. Io quasi non me ne resi conto, ma provai gelosia. Eh, molto male. Ma andiamo avanti. Cosa c'entra Machisei nella mia felicità? Ho ballato con lui. E ho ballato bene, tranquilla, lasciandomi andare e anche troppo perché abbiamo ballato vicini, molto vicini. E chiudere gli occhi ne ha aumentato il piacere. Sfiorarsi le mani... Sentire il proprio respiro fondersi... Le sue mani sulla mia schiena... Tutto più intenso. Tutto più vivo. Tutto più divertente.
Ma lui ci ha provato parecchio con me. Delicato.
E io sono fuggita.
E ora sono confusa.
Machisei lo chiamo così perché non riesco a capire come sia: di persona sembra molto pieno di battute, uno stupidotto, simpatico eh, ma non so... secondo me ha guardato troppa televisione; quando mi scrive è diverso, diventa molto sensibile, con capacità critica e forse anche di una certa profondità. E quindi non lo inquadro, tanto per cambiare. E poi mi mette in imbarazzo. Non riesco a sostenere il suo sguardo e ciò non mi capitava da un po'.
Per tutto questo all'inizio decisi che non mi piaceva.
Ora non lo so più.
E intanto lui resta, mentre gli altri vanno e vengono.
Perché Machisei agisce nella penombra.
E quasi quasi ci riesce.
Laetitia
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