sabato 25 ottobre 2014

Mi son sentita ridere

"Io sospetto che il vero amore sia lì, tra un paio di occhi che brillano allegri e una risata. Mi son sentita ridere. Ed è stato bello." (Diversamente intelligente - Diamanta)


Quando ero piccola era solo mio fratello a riuscire a farmi ridere forte, tanto che non riesci a smettere, e ti pieghi in due, e ti fa male lo stomaco e ti contorci come quando ti scappa la pipì.
Bastava una parola, un gesto, un'espressione, ma non studiata ad hoc, tutta spontanea, nata di getto dal discorso o dalla situazione del momento.

Poi è arrivato lo Chef, un amico geniale, un po' spostato, un po' originale, un po' fatto a modo suo come tutti del resto, un creativo giustamente esibizionista. Lui mi ha fatto venire le lacrime agli occhi più di una volta con le sue storie, le sue rime, le sue canzonette improvvisate, durante una festa, in mezzo alla strada, alle tre del mattino, in sella alla sua bicicletta, su un sedile del metrò. Anche per messaggio.

 Poi ho incontrato qualcun altro. Un soggetto che il mio istinto ha riconosciuto prima della mia coscienza, del mio intelletto, del mio essere senziente. La prima volta che l'ho visto il mio corpo ha cominciato a orbitargli intorno senza accorgermene. E ho riso tanto. La seconda volta che ci ho passato del tempo insieme ho riso, ma il mio inconscio ora sapeva chi era, chi sarebbe stato e temeva, il vigliacco. Così la terza volta mi sono nascosta. La quarta sono scappata. La quinta l'ho evitata.
Ho visto altra gente. Ho cercato di ridere altrove. E ho pianto e mi sono annoiata.
Il mio inconscio però si è distratto. Il mio corpo ha ripreso il controllo e sapeva anche lui cosa fare. Piano piano mi sono avvicinata a lui, quatta quatta, quasi come se non volessi farmi vedere da me stessa. Ci hanno visti tutti infatti, tranne me.
Tuttavia il mio inconscio sentiva. Ed io... Mi son sentita ridere. Di nuovo. Ed è stato bello.
Ora lui abita il mio cuore.
Ora rido sempre.
Rido quando sono felice.
Rido quando sono disperata.
Rido in mezzo alla gente che mi guarda e si guarda intorno: non vede lui, ma io sì.

Laetitia


A Machisei, mio compagno di risate, mio amore, mia anima, mio tutto.

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