giovedì 12 marzo 2015

Avete presente quando...?

Avete presente quando aspettate un evento da giorni, ma che dico da settimane, e avete una paura folle, una di quelle paure dettate dall'enorme aspettativa che vi siete creati?
Avete presente una di quelle giornate da cui dipende qualcosa di veramente importante, qualcosa di decisivo, qualcosa che potrebbe cambiare il vostro futuro prossimo?
Avete presente quella situazione in cui vi impegnate al milione per cento, in cui ci riversate tutti voi stessi senza riserve?
Ebbene oggi è stato uno di quei momenti, una di quelle giornate, una di quelle situazioni.
E ora?
Ringrazio la caffeina della coca-cola che mi sono scolata alla fine di tutto se ora sono ancora sveglia e non morta nel mio letto di dolore.
La paura? Poco superata.
Le aspettative? Non pienamente soddisfatte.
Il mio futuro prossimo? Non è cambiato, non in peggio se non altro...o così spero!
Però mi sono impegnata all'inverosimile, ho dato tutta me stessa.
E sono svuotata.
E' come aver puntato tutto su un cavallo in una corsa, averla vinta, ma ritrovarsi in mano un pugno di coriandoli.
E' una sensazione ben strana.
Il bilancio giornaliero non è negativo anzi, credo di aver fatto un buon lavoro considerato il panico con cui attendevo questo giorno, eppure mi aspettavo un risultato emotivamente più intenso, più visibile, più tangibile.
E invece tutto scorre come prima, uguale identico.
Ma poi cosa doveva mai succedere?
E' stato un mettermi alla prova in aritmetica con una prova del nove: i conti tornano, ma non c'è alcun gusto in questo e ciò rende tutto il mio panico, il mio impegno straordinario (o presunto tale dalla sottoscritta), la mia tensione emotiva totalmente privi di senso.
E questo ti svuota di emozioni le interiora, come di significato le aspettative.
E quali erano queste aspettative tanto giganti e mastodontiche?
Che cosa diamine credevo di ottenere?
Non lo so, non riesco a definirlo, a dargli un nome. Volevo qualcosa, non so cosa, ma qualcosa.
Forse volevo una sensazione tipo quando parti per le vacanze e la prima mattina ti svegli proprio in quel luogo tanto sognato; o come quando ti sposi e il giorno dopo realizzi che non sei più una ragazzina, libero uccellin di bosco; oppure ancora, quando termini gli studi e chiudi un grande capitolo della tua vita per iniziarne un altro. Ecco, forse volevo semplicemente sentirmi diversa, cambiata, al principio di una nuova riga di quella che è la mia storia.
E invece niente, sono sempre io come ieri e come domani.
Solo un po' più vuota e un po' più insonne, ma ancora in corsa con l'uovo nel cucchiaio.

Laetitia

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