sabato 3 novembre 2018

Il mio mondo è caduto.

Come si fa?
Come si fa a spegnere i ricordi?
Come si fa a fermare il film di tutta la nostra storia nella mia testa?
Come si fa a chiedere al cuore di smettere di battere per te?
Come si fa a dimenticare la tua voce, il tuo profumo, i tuoi capelli?
Come si fa a smettere di volerti accanto?
Come si fa a non piangere più?
Come si fa?

Io ci sono per te, mi dici.
E' difficile anche per me, mi dici.
Pensa a te, fai quello che ti interessa, mi dici.
Io voglio soltanto averti vicino, sentirti vicino, parlarti, sentire il tuo respiro sulla mia pelle, le tue mani sul mio viso, le tue labbra che asciugano le mie lacrime.
Voglio soltanto te, con me.
Devo pensare a me stessa, dici, ma sai che questa è soltanto una strategia per farmi andare avanti, perché le mie orecchie sentano un po' meno l'eco della tua voce, i miei occhi vedano altri visi oltre al tuo, perché la mia mente ed il mio cuore guardino oltre.
Io non posseggo più la mia mente, tanto meno il mio cuore: sono diventati tuoi 4 anni fa. Ora tenti di restituirmeli, ma sono pieni di te, chiedono di te, e tu non rispondi.
Oggi hai fatto dieci passi più in là, lontano da me, ed ogni giorno che passerà d'ora in poi, sarà un passo in più verso l'orizzonte del mondo che mi è caduto davanti e si è fatto nei minuscoli pezzi dei nostri ricordi. Perché ora questi devono ammassarsi tutti di fronte ai miei occhi ed una mano mi tiene la testa costretta a guardarli uno per uno, anche quelli più sepolti?
Non ho tregua.
Un oggetto, un suono, una parola, un gesto, tutto ricorda di noi.
C'è stata la primavera in cui siamo sbocciati; c'è stata l'estate in cui ci siamo vissuti; ora l'autunno con pezzi di cuore che cadono; poi sarà l'inverno, con il suo gelo silenzioso che immobilizzerà anche la rimanenza del cuore diroccato. Aspetterò che quell'inverno ghiacci le mie lacrime e offuschi la mia mente perché si rigeneri sotto il manto di neve un prato verde pronto a rifiorire.
Ti prego, non metterci tanto, inverno.

A quegli occhi di cioccolata che non sono più i miei.
Laetitia Nemesis

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