venerdì 16 novembre 2018

Che mi colpisca un fulmine!

Quando dici "Che mi colpisca un fulmine!", ma la natura fraintende.
Sono arrivati due occhi del cielo, di acqua cristallina a posarsi sui miei.
Due occhi veri, intensi, dietro due palpebre che hanno qualcosa da dire soltanto schiudendosi.
Due occhi che fissano, che scrutano, che guardano.
Potrei osservarli per ore senza stancarmi.
Potrei parlarti per ore senza annoiarmi.
Quanto tempo che non sapevo più cosa volesse dire conoscersi, esplorarsi, conversare amabilmente.
Sei arrivato tu, un cattivo ragazzo, dici, eppure i tuoi due specchi d'acqua non mi raccontano la stessa storia, la tua bocca ha un profumo di parole, avventure, vissuti di correttezza, stupidità, audacia anche, ma non di cattiveria vera. Forse sì o forse no, comunque stavolta mi va di provarci.
Ti avrei abbracciato, ti avrei tenuto la mano tutta la sera invece che i pochi minuti di fine serata.
Ti avrei baciato, mi sono persino addormentata in un tuo bacio.
Ma tu hai bisogno di tempo.
Te lo concedo.
E con me la speranza che presto lo stesso mio fulmine colpisca anche te.

Benvenuto, mio Cattivo Ragazzo.

Laetitia Nemesis

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