lunedì 16 dicembre 2013

Pozzanghere.

Le pozzanghere piacciono quasi a tutti.
Perché concedono un divertimento istantaneo, non hanno troppe pretese ed è così facile trovarle quando le cerchi. Basta poco per esplorare i loro confini e scoprire come giocare con loro, d'altronde sono un metro quadro di piatta superficie, cosa c'è da capire? E' tutto lì, in bella vista.
Il mare è diverso. Può far paura.
Non ti ci puoi avvicinare rilassato se non sai nuotare e anche allora le sue correnti ti possono sorprendere all'improvviso e un'onda può travolgerti se gli volti le spalle. I suoi tesori sono nascosti e solo i più audaci che osano immergersi a fondo possono scorgerli.
Io vorrei tanto essere pozzanghera, facile, senza impegno, lì alla portata di tutti, ma sono mare.
E in fin dei conti, preferisco i miei abissi piuttosto che un paio di centimetri, certamente attraenti, ma che si asciugano al primo sole.

Laetitia

3 commenti:

  1. Resta mare. Forse permetti paure nel guardarti e ascoltare la tua voce, ma mantieni il senso dell'avventura e dell'Ulisse agognato. Le pozzanghere hanno la gioia del tempo del bambino, nel mondo dell'adulto, invece, cresce il mare...
    Mentre scrivo queste parole Jovanotti canta "baciami ancora"... non è un caso e nemmeno un invito a chissaché ma, molto più semplicemente, a proseguire...
    Un saluto.

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    Risposte
    1. Sempre sarò mare. E continuerò a lambire nuove rive sconosciute con la mia bassa marea... e le mie tempeste.

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    2. Ecco, le basse maree...
      Con loro è come lasciare l'uscio socchiuso affinché qualcuno possa entrare o, perlomeno, gettare lo sguardo oltre la porta, fin dentro la stanza.
      Io sono lupo di montagna e quassù nasco e vivo, eppure amando il mare. In lui ricerco il fascino dell'andare, della favola che diventa racconto e non si ferma... si fa capitolo e poi libro intero.
      Grazie e ciao. Alla prossima pagina.

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