sabato 28 settembre 2013

Tanti Casanova, tutti maghi

A quanto pare siamo tutti dei maghi. Senza esserne consapevoli possediamo un grande potere: sparire dalla vita degli altri in silenzio, senza colpi di scena, come la neve di primavera: ti svegli all'alba, la vedi mentre ti affacci alla finestra e mezz'ora più tardi, dopo esserti opportunamente vestita per affrontare eventuali scivoloni, essa è già scomparsa.
Abbiamo tutti paura all'inizio, quando vogliamo conoscere colui che ci sembra una brava persona, un simpatico conoscente, un probabile buon amico, il potenziale compagno delle serate piovose, l'anello mancante che darà un senso alla catena di risvegli di cui si compone la nostra vita. Sì, abbiamo paura di quale impressione daremo di noi stesse, se saremo abbastanza carine per i suoi gusti, abbastanza intelligenti da renderci più interessanti delle galline di tutti i giorni, abbastanza stupide per fare conversazioni nonsense al bisogno,  abbastanza stronze da stimolarlo intellettualmente (in questo caso l'intelligenza non serve, piuttosto il menefreghismo. Vedi Falli soffrire. Gli uomini preferiscono le stronze), abbastanza noi stesse per non prenderci in giro già al primo incontro. Non si sa come, ma incredibilmente riusciamo a presentarci, scambiare due parole che fanno colpo e a ottenere anche la possibilità di risentirsi in seguito. Fantastico! Chi ben comincia è a metà dell'opera, pensa la ragazza per bene. Infatti nel giro di pochi giorni ecco che lui si fa vivo e combina un nuovo incontro. E' tutto molto carino, affascinante, gentile, simpatico, disponibile, rispettoso, interessato, in vena di complimenti, in vena di scambi di idee. Sembra tutto pefetto e tu pensi che sta andando tutto bene, che il peggio è passato. Sbagliato. Hai semplicemente superato l'esame del "Sei sufficientemente bona perché io provi dell'interesse nel guardarti il culo una seconda volta". Già, ma tu sei convinta che gli piaci non solo per le tue stratosferiche curve, bensì anche perché tu non sei come tutte le altre, sei un essere pensante dotata di cervello ancora attivo. Per questo gli concedi dopo un altro paio di appuntamenti il bacio che lui tanto attendeva dal primo, dai facciamo secondo, incontro. E intanto il tuo cuore comincia a galoppare di pari passo con la fantasia (d'ora in avanti il tuo cervello ha deciso di prendersi una pausa per evitarsi tutte le menate sentimentali che quell'imbecille di un muscolo comincia a pomparti nella testa, quindi la fantasia è tutto ciò che ti rimane e che pare mantenere un senso logico). Così si arriva anche a cedere alla passione, sempre con le migliori intenzioni e non per gioco. Ora sei al settimo cielo, il mondo è in pace con te stessa, cosa che non ricordi sia mai successa, e ti crogioli in questo brodo di giuggiole. Non passa molto tempo ma hai già voglia di rivederlo, tuttavia non lo chiami perché temi di passare per una stalker. Ti trattieni e più ti freni e più la voglia sale. Poi lui chiama. La pace ritorna e il ciclo ricomincia e continua così per qualche settimana.
Poi qualcosa che non sei tu, cambia e lui tace. I giorni passano, all'inizio il suo silenzio è un frastuono dentro la tua testa, insopportabile, da farti impazzire, poi tu cominci a giustificarlo, poi ti incazzi come una bestia, poi inizi a dimenticarlo ed infine quello stesso silenzio finalmente tace.
Ecco, la magia è riuscita: lui è sparito.
Dopo aver condiviso momenti che se ci ripensi... no, ti vergogni già al solo pensiero, tutto finisce così, in un'assenza. E ti puoi arrabbiare, puoi tentare di rincorrerlo perdendo la poca dignità che ti resta dopo esserti resa conto di essere stata bellamente presa in giro, puoi insultarlo e vendicarti, ma il risultato rimane lo stesso: tu, lui e il silenzio, la mancanza, il vuoto, la distanza, la scomparsa, nel mezzo.
Siamo tutti dei maghi inconsapevoli. Tutti sappiamo sparire.

Laetitia

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