giovedì 5 settembre 2013

I vecchi (tempi) con le palle

Dunque dunque dunque... è ora che scriva anche di questo, così poi mi sono liberata di quel pranzo che quel gentiluomo non mi ha fatto mangiare ma che mi ha provocato continui rigurgiti di bile.
Cari miei signori dal "donna, fatti in là che ci penso io", dove avete lasciato le vostre palle e contropalle?
Spiegatemi perché dovete illudere e pigliare per idiota il gentil sesso che purtroppo ancora vi vede migliori di quel che siete?
Ammetto che molte volte mi lamento con me stessa (sono una gran rompipalle) del fatto che voi non riusciate a contenere i vostri ormoni, stalloni scalpitanti, e avete una voglia irresistibile di esternare i vostri pensieri impuri quando una bella donzelletta che non viene dalla campagna vi passa sotto i vostri occhioni (che si diventa ciechi a fare certe cose è proprio una gran fandonia...), ma il motivo non è che non mi piaccia venire a conoscenza di tali pensieri, anzi tutt'altro, è una dose di autostima gratis (ragazze non venitemi a raccontare che sono una sfigata se ho bisogno di sentirmi dire ognitanto che sono bella, anche se da uno sconosciuto, perché voi bramate i complimenti tanto quanto me. Altrimenti non andreste dall'estetista a farvi ricostruire le unghie e dal parrucchiere per farvi appena tagliare le doppie punte. Per inciso, vi chiedo un favore, fatevi una volta nella vita un taglio corto, almeno le tizie al negozio non si stupiscono sempre e non mi dicono che non se la sentono di tagliarmi i capelli corti). Tornando alla questione, il problema, uomini cercatori della bella figa, è la vostra età. Allora, a 40, 45, abbondiamo toh...46 anni posso ancora capire che crediate di avere una lontana, ma pur sempre una, possibilità che possiate incantare con il vostro affascinante capello brizzolato la suddetta donzelletta, nonostante possa essere vostra figlia se siete stati un po' precoci, ma ditemi, a 60 suonati lo pensate ancora possibile?? Non vorrei essere la crudele di turno che infrange i vostri specchi di cristallo e vi riveli la realtà quale essa sia veramente, però non posso trattenermi. Devo dirlo: le uniche ragazze accessibili al vostro strumento un po' datato, seppur mantenuto accuratamente oliato e lucidato ogni giorno, sono quelle che in un solo giorno vi chiederanno il vostro nome, vi diranno di essersi innamorate follemente fin dal primo secondo, vi sposeranno e poi vi avveleneranno per spillarvi quella pensione che loro non otterranno mai, considerati i tempi che corrono. E poi i vostri amici si stupiscono del brutto epilogo della vostra vita che sembrava appena ricominciata. Prendete atto che il tempo passa, si cresce, si invecchia e che c'è il tempo per ogni cosa e per ogni tipo di persona: le bambine sono per i bambini, le ragazzine per i ragazzini, le donne solo per uomini con il cervello nel cranio e le signore, che come il vino dopo un po' diventano aceto, per il rimbambito a cui decidono a loro rischio e pericolo di fare da crocerossine/infermiere. Non facciamo miscugli che tanto alla fine non piacciono a nessuno.
Tutta questa manfrina è per arrivare a dire che, a conti fatti, i vecchi hanno le palle più dure dei loro nipoti quando si parla di esprimere la propria passione per le curve ad alti livelli di adrenalina. Voi giovanotti siete diventati timidi, con poca originalità e soprattutto non vi mostrate sulla piazza così come siete, ma vi inventate personalità che non vi appartengono affatto. Ne sono stata testimone io stessa e ho ricevuto conferme esterne. Vediamo un paio di evidenze a sostegno della mia impressione:
- L'uomo non è più cacciatore, ma una preda. Scena tipo: è una serata estiva, siamo in un locale all'aperto, fa caldo e la luna piena risplende, ma nessuno l'ha notata perché siamo tutti intenti a squadrarci l'un l'altro. Lei, bellissima, in abitino super sexy che mostra l'abbronzatura appena ottenuta da una settimana sotto il sole cocente dell'una in spiaggia, è davanti al bancone del bar e si sta sorseggiando un cosmo lanciando occhiate ai dintorni per assicurarsi che nessun rompitacchi sia nei paraggi. Lui siede ad un tavolo poco lontano, sfoggiando fiero la sua tenuta contenitiva della panza. Ad ogni modo i due incrociano i loro sguardi e subito c'è intesa. Lei abbassa gli occhi per scoprire se un secondo dopo Lui la sta ancora guardando. Sì, allora è fatta: si piacciono. Bene. E quindi? Quindi niente, Lui si limita a sorriderle e scambiare battute con i suoi amici continuando a fissarla. Se non fosse per Lei che si allontana dal bancone e gli va incontro, gli chiede se c'è un posto libero al loro tavolo per una nuova amica e magari intenta anche qualche incontro del quarto tipo, a fine serata lo sguardo sarebbe stato l'unica cosa che quei due si sono scambiati.
- Questa volta il nostro Lui è più intraprendente, prende coraggio e si appropinqua alla sua potenziale compagna di serata. Lei è tra le amiche che se la sta sballando, completamente intenta a muovere il fondoschiena a tempo di musica. Ora sorge il problema di come avvicinarsi proprio a Lei. Meglio prenderla alla larga: chiede ad una delle amiche di ballare. Bene, ora è nel gruppo. Lei lancia uno sguardo alla coppia e sorride. Anche Lui sorride. Lui pensa "Ecco mi ha notato!" L'amica intanto è entusiasta... no ma dico, è stata invitata da quel figo da paura, non può lasciarsi sfuggire l'occasione e quindi attacca bottone. A fine serata si scambiano i contatti di facebook, si promettono di organizzare un'altra serata danzante tutti insieme. Prontamente la mattina dopo l'amicizia sul social network è già stata inviata ed accettata da entrambi e ovviamente non può mancare un messaggino di Lui. L'amica vede la notifica: sì sì, questa volta ha proprio fatto colpo! Apre il messaggio e comincia a leggere. Scrive la risposta un po' in agitazione. Prontamente Lui continua la conversazione, ricorda alcuni momenti della serata, le fa i complimenti per come ballava bene, quindi va al sodo della questione che gli sta a cuore. La bocca di lei si apre di stupore, gli occhi si assottigliano per meglio distinguere le lettere. Non crede a ciò che vede:  "Senti...ma...la tua amica bruna (Lei) di ieri sera non ha facebook vero? non l'ho vista tra i tuoi amici...mi chiedevo se magari mi davi il suo numero così magari ci faccio due chiacchiere su whatsapp..."
Ora, questa scena fa più pena di un bambino a cui è caduta la palla di gelato dal cono. Scusami signorino timidone, ma se era Lei che ti interessava fin dal principio perché diamine non sei andato a presentarti direttamente da lei invece di illudere una poveraccia, di farle perder tempo e farle venire qualche capello bianco dall'ansia? Caspita, ci vuole più faccia tosta a organizzare tutta sta messa in scena che chiedere un cavolo di numero all'interessata! Credevi forse che in questo modo avresti avuto più probabilità di ottenere quel numero? Mi sa che hai sbagliato i conti, una donna non rivela mai agli estranei le informazioni personali di un'amica, è questione di fedeltà femminile.
- Siamo già ad un passo successivo: dopo tanta fatica per mettere in piedi una conversazione che avesse un briciolo di senso, Lui riesce a strappare un appuntamento alla bella di turno. Si va in un locale tranquillo, dove si possa riprendere il filo del discorso lasciato in sospeso senza doversi urlare nelle orecchie e l'atmosfera non è troppo sofisticata nè da bettola. Quindi Lei e Lui sono seduti l'uno di fronte all'altra e cominciano il discorso: cosa mi piace, cosa ti piace, cosa detestiamo, i nostri piatti preferiti, i nostri studi alle superiori/università. Fin qui tutto facile, ma poi arriva la domanda che fa spavento: i tuoi hobby? Qui comincia lo show. Pensieri di Lui: se le dico che mi piace fare un cazzo dalla mattina alla sera, mi prende per uno senza interessi; se le rivelo che gli unici libri che ho in casa sono sotto il mio letto e per il 90% fatti di immagini, mi prende per il morto di figa quale effettivamente sono, se le dicessi che la discoteca è il mio unico luogo di incontro con gli esseri umani forse penserebbe che tutto ciò che mi interessa è limonare con una ragazza, che non importa che sia bella, tanto al buio non la vedo. Tutto ciò che posso fare per avere una possibilità di portare a casa questo incontro con un bell'epilogo è affermare tutto il contrario di quello che sono e dirle quello che Lei vorrebbe sentire.
Lei non è scema e mette termine a quell'appuntamento giusto entro il tempo di far squaqliare un gelato d'estate.

Momento di sconforto: viviamo in una società dove i modi per comunicare con i propri simili sono infiniti e i giovani che dovrebbero essere i più avvantaggiati sembrano piuttosto aver perduto completamente la capacità di parlarsi apertamente.
Messaggio subliminale del post: ragazzi, ricominciate a dire quel che pensate, pensare quel che dite, fare quel che dite e pensate e non abbiate paura di essere ciò che siete, ché per ora la donna non è ancora cannibale...al massimo vi pesta un piede se le rovinate l'acconciatura, ma niente morsi di fronte alla sincerità.

Ho finito per oggi.

Laetitia

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