domenica 1 settembre 2013

Orme antiche

La via qual percorro da ore e giorni
A me par affatto ignota e solitaria,
Sol nebbia nei dintorni,
Un inferno gelido senz'aria.
Mi siedo e guardo verso il cielo:
Ora è livido, oscuro,
Specchio dell'animo mio, sicuro.
Un lampo l'orizzonte squarcia:
Quello è la mia torcia,
Quello solo illumina l'incerto mio destino.
Ora riprendo il cammino,
Indugiar non è saggio,
Ma ecco che di lontano vedo un faggio.
Ai suoi piedi giace un uomo, è pensieroso,
E, vedendomi, si alza e mi squadra altezzoso:
"Ragazza mia, che ti piglia?
Non essere sorpresa di quel che la mente ol cuore ti bisbiglia.
I tuoi passi seguon orme antiche,
Già molti visi vidi passar per queste ortiche."
Rimasi basita, allibita.
Quella era la mia vita!
"Non credo che mai altri abbian provato quel che sento,
È troppo forte il mio sentimento!
È struggente,
Straziante,
Travolgente,
Irresistibile,
Così pateticamente amabile.
Non è possibile.
Tu menti!"
"Ahimè magari! io stesso ci passai.
La fine di questa dolce amara follia
Non posso dirti quanto lontana sia,
Ma di questo, certa resta:
Il sole torna sempre dopo una tempesta."

Laetitia

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